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Avengers: Infinity War - Finalmente.



Impressioni a caldo dopo la visione del film. Niente Spoilers. (Però di qualcosa dovrò pur parlare quindi alludo a cose vaghe).

Star Wars Episodio VIII: Il lato oscuro del cinema



Di ritorno dalla visione dell'ultimo Star Wars, ho riflettuto a lungo sul significato del sottotitolo: Gli ultimi Jedi. Forse, gli ultimi siamo noi, il pubblico, i fan.


Valerian e la città dei mille pianeti - Recensione


Valerian è un film di fantascienza. Ho scritto di fantascienza su questo blog. E sto scrivendo di fantascienza per Astralis. Direi che non potevo esimermi da dire la mia su questo film di Luc Besson.

Logan - Recensione


Il marchio degli X-Men in mano alla Fox ha sempre avuto risultati altalenanti, mancanti una visione globale e buttando dentro idee un po' come venivano. C'era però una costante: Wolverine, o Logan, o James Howlett che si preferisca, interpretato da Hugh Jackman alla perfezione. Con questo film l'attore sigla l'addio al personaggio in un modo diverso da quanto si poteva attendere.

Spectral - Recensione



Netflix devo dire che è una piattaforma interessante, visto che propone molti contenuti propri. A me piacciono molto i film di fantascienza a stampo militare e Spectral aveva colto il mio interesse quando ne vidi un trailer. È uscito a fine 2016, ma la sessione invernale non lascia scampo mi sono ricordato solo ora di vederlo. Hit o Miss?


Suicide Squad - Recensione


La Warner prova ancora a portare avanti la sua nuova continuity dei supereroi DC con questo nuovo film: Suicide Squad.
Potrei riassumerlo con una sola parola: MEH, ma voglio dirvi di più dopo il salto.


Star Trek Beyond - Recensione


Star Trek è un simbolo della fantascienza moderna e non. Con le sue serie TV, impuntate sull’esplorazione, sulla scienza ed in generale sull’ottimismo. Ecco, meglio non mettere queste tematiche in mano a gente come JJ Abrams e Justin Lin.

Warcraft: L’inizio - Recensione



La Blizzard ha sempre prodotto cinematiche per i suoi giochi di prim’ordine. Tutti sempre a pensare: eh, dovrebbero farci un film intero. Non si sa bene come e perché, ma dopo anni di lavoro, sul grande schermo è arrivato il film di Warcraft, che si propone come riadattamento cinematografico del primo gioco della saga. Più o meno.

Captain America Civil War - I fratelli Russo colpiscono ancora



Il Marvelfag che è in me come al solito non poteva non andare a vedere questo film il giorno d'uscita.
Impressioni senza spoiler e poi un po' di roba spoilerosa ma ben evidenziata dopo. Buona lettura.

Hardcore Henry - Recensione


I Biting Elbows sono una band russa indie rock nata nel 2008. La loro musica è onestamente... media. Nulla di particolare. Dalla loro però hanno avuto un'idea geniale: girare dei corti d'azione con una go-pro 3 in prima persona ed usarli come video ufficiali delle loro canzoni. Questi video sono The Stampede e Bad Motherfucker. No ho ancora capito bene come, ma da questi video è nato Hardcore Henry, da noi conosciuto solo come Hardcore!. La mia opinione dopo il salto.

Batman V Superman: Dawn of Justice - Recensione

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Zack Snyder ritorna al cinema con il seguito di Man of Steel, il film basato su Superman e sul motion blur esagerato. I trailer avevano dato praticamente via la trama e ci avevano promesso scazzottoni. Il risultato finale? Beh………

Deadpool - Recensione

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Il mondo del cinema è invaso dai supereroi. Marvel e DC sono riusciti a portare su grande schermo il loro mondo fumettistico, facendo diventare mainstream una cosa che era considerata di nicchia, da nerd o per bambini/ragazzini a seconda dei singoli casi. Il mondo dei supereroi non è tutto Pegi-13 però. Ci sono molte produzioni che sono per un pubblico adulto, che sono pesanti, violente, politicamente scorrette. Netflix con Jessica Jones e Daredevil è riuscita a portare sulle TV e computer una parte di questo mondo. Quello non solo violento ma maturo. La 20th Century Fox con Deadpool porta invece la violenza infantile e lo fa in grande stile. 
Chimichanga!
Deadpool è un personaggio particolare. È molto polarizzante. Sento e leggo di tante persone che non lo apprezzano, che lo ritengono un personaggio macchietta, con le sue battute mix di cultura nerd contemporanea e scurrilità. Altri invece lo adorano nella sua costante follia e rottura della quarta parete. Io faccio parte del secondo gruppo. E posso dire che il film rende totale giustizia al personaggio. Lo script ha libertà totale, non si sente frenato da niente e nessuno. Prenderà in giro se stesso, tutti i personaggi del film ed anche tutto il genere dei supereroi ed in particolar modo il franchise legato alla Fox di maggior successo, cioè gli X-Men. Il film è stracolmo di easter egg e riferimenti, più o meno nascosti e si butta in pieno nella cultura contemporanea e nel mondo di Hollywood. Ryan Reynolds è eccessivamente più piacione del Wade Wilson originale e questo elemento invece di essere nascosto viene usato sapientemente per la trama. Non credo di aver mai riso così tanto in un film di supereroi e non parlo di una ridacchiata giusto per in stile battutine Disney, ma proprio di un paio di grasse risate e con me tutta la sala sembrava divertisti in modo piacevole. Il “Merc with a Mouth” ha centrato il bersaglio. Le battute, il testo e l’ambientazione hanno tutte più livelli di lettura ed interpretazione. Non in termini metafisici o che, ma semplicemente per gli easter egg che ho accennato prima. Più sarete esperti del personaggio e nella continuity dei film e più apprezzerete tutto quello che c’è da offrire, ma anche chi ignora tutto il materiale accessorio troverà divertimento dato dalla semplice follia del tutto. I personaggi di supporto più prominenti sono due X-Men : Colosso e Testata Mutante Negasonica. Presi completamente a caso, servono come parodia dei loro personaggio tipo in tutti gli altri film del genere ed aggiungono un po’ di effetti speciali alla battaglia finale, cosa che non fa mai male. A volte si ha la sensazione che Deadpool diventi proprio la cosa che prende in giro, ma con lui è sempre tutto sul filo. Lo stanno facendo intenzionalmente per parodia o no? Ai posteri l’ardua sentenza.
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Sotto la scorza di battute e rottura costante della quarta parete c’è effettivamente un film di super eroi. La storia è alquanto classica: si raccontano le origini del protagonista, la sua amata viene rapita dai cattivi e lui va a salvarla. Il film è sempre cosciente di se stesso e riesce a gestire bene questa storia trita e ritrita raccontandola a mo di flashback con un ritmo che non stanca e tiene tirati. La durata complessiva di 108 minuti è giusta visto che di sostanza c’è effettivamente poca ed è tanto contorno. Le scene d’azione non sono affatto male, principalmente per la decisione di realizzare questo film con un rating da R, o Pegi-18 che dir si voglia, quindi niente inquadrature fatte per nascondere i danni di armi da fuoco o da taglio. La coreografica è buona e giocano anche bene con il potere di Wade Wilson: il fattore rigenerativo. I colpi volano sullo schermo e spesso colpiscono il nostro eroe, che continua la sua avanzata con schizzi di sangue ovunque. L’impatto ed i danni sono “realistici” e la regia ci sta dietro alla grande, quindi il film sa divertire ed intrattenere anche sotto questo aspetto.
Che dire quindi? Lo consiglio caldamente perché in fondo, tra tutte le battute sconce e tutto il sangue, c’è una grande storia d’amore.
Stay Classy, Internet

Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza - Recensione

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La Disney è una macchina che non si ferma più. Dopo aver comprato la Marvel e quasi monopolizzato il panorama dei film sui super eroi, ci riprova con un’altra casa delle idee: la LucasFilm. Uno Star Wars della Disney e diretto da J.J. Abrams…. ricetta per il più grande successo di sempre o la più grande onta. Il risultato? Io ne do una mia interpretazione, evitando come al solito gli spoilers.

Spectre - Recensione

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Data di uscita: 5 novembre 2015
Quello che sembra essere l’ultimo film di James Bond con Daniel Craig ha un compito importante. Mantenere il franchise sui buoni livelli di Skyfall e collegare i 3 film precedenti in un’unica narrativa che coinvolge la Spectre, la famosa organizzazione criminale creata da Ian Fleming e che spesso opera dietro le quinte nei romanzi e nei vecchi film. Purtroppo qualcosa non funziona….
Ma chi ha scritto i dialoghi?
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Sembra bello vero? Peccato che non accada nulla durante tutta la sequenza.
La storia generale del film è molto classica ed oramai l’abbiamo vista riproposta in molte salse negli ultimi anni al cinema. Gli agenti sul campo sono il vecchiume e per controllare meglio il mondo meglio gestire tutto lo stream di informazioni avute dai moderni sistemi di sorveglianza. Insomma, la trama segue 1:1 quella di Capitan America: Winter Soldier. I cliché classici di Bond ci sono tutti, dal rapporto a caso con donne, dai gadget strani, anche se molto ridimensionati rispetto al passato, ai cattivi iconici che devono spiegare i loro piani prima di prenderle dal protagonista nei modi più idioti.
La ricetta è semplice e dovrebbe funzionare, ma il film si perde in più parti. Il primo punto a sfavore è il ritmo. È molto lento, con poche scene d’azione che lasciano spazio a molti momenti calmi ma privi di mordente. Il film inganna molto bene con la sua scena di apertura ante titoli di testa, molto ben fatta ed in stile con quelle dei film precedenti. Poi sprofonda nel vuoto. I dialoghi vanno dall’imbarazzante all’atroce ed il doppiaggio italiano di molti personaggi secondari viene fuori come involontariamente ironico. La parte ambientata a Roma è una delle peggiori cose abbia mai visto. Un inseguimento notturno nella capitale a 50 chilometri orari, senza verve, senza pericolo, senza velocità, è semplicemente un tour turistico.
Monica Bellucci dovrebbe essere bandita dal recitare, ma purtroppo è una bella donna e ce la dobbiamo sorbire. I suoi dialoghi in italiano sono di un imbarazzante e doppiati così male, ma così male che ho fatto fatica a guardare la scena. Fortunatamente non è lei la Bond Girl principale, ma è Léa Seydoux, di bell’aspetto, ma purtroppo risulta un personaggio molto piatto e dotato di un particolare potere di avere le tette a scomparsa, visto che la loro voluminosità varia in modo preoccupante di scena in scena, a seconda se servano o meno nel vestito che indossa.
Durante la seconda metà il film si riprende un po’, ma rimane molto scialbo, principalmente per la mancanza di un momento d’azione centrale sul quale capitalizzare. Fa chiedere dove sia andato a finire il budget di 300 milioni di dollari a questo punto.
Bautista, salvaci tu
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Quando non dire nulla diventa la miglior qualità di un attore in un film, c’è da preoccuparsi
I personaggi del film sono tutti largamente sprecati. Daniel Craig è un buon attore ed è doppiato anche bene, ma in questo film si sente una svolta verso l’ironia del periodo Moore di James Bond, mentre nei film precedenti è sempre stato un po’ più serio, risultando a volte leggermente fuori dal personaggio precedente di Craig, ma sono inezie. Christoph Watlz, che interpreta il capo della Spectre, è incredibilmente sprecato, visto che il suo personaggio è un cliché che non riesce a mettere in risalto la possibile complessità e carattere che un attore come Christoph può portare in scena. L’unico vero personaggio ben uscito è Mr. Hinx, interpretato da Dave Bautista, il dragone della Spectre, lo Squalo di questo film. La sua presenza su schermo è notevole e si impone benissimo come nemico tosto da buttare giù e la sua sequenza di combattimento con Bond è figa da vedere, perché appare davvero inarrestabile mette in difficoltà il nostro eroe e non di poco, anche se degenera velocemente nel comico per come sono gestite alcune scene di distruzione dell’ambiente circostante al combattimento. Il vero pregio è che questo personaggio dice solo una singola parola prima della sua morte e basta. Non dovendo sorbire dialoghi da lui, è per definizione il miglior personaggio del film.
Che dire quindi di questo Spectre? Deludente e soprattutto dimenticabile. Terribile doppiaggio italiano di alcuni personaggi, dialoghi terrificanti, ritmo eccessivamente lento, poche scene d’azione degne di nota pesano tantissimo sul film, che ha come unica nota di merito una buona colonna sonora. Volete un bel film di spie ed agenti segreti? Recuperate e guardatevi o The Winter Soldier o Kingsman. Questo? Evitatelo.

Sopravvissuto The Martian - Recensione

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Ridley Scott ritorna nello spazio. Ed Hollywood ritorna ancora una volta a salvare Matt Damon. Il registra britannico, malgrado abbia diretto robe del calibro di Alien e Blade Runner, in ambito fantascientifico aveva fatto un passo abbastanza falso con Prometheus. Sarà riuscito a scusarsi con questo The Martian?
Il film è basato sul romanzo del 2011 “L’uomo di Marte” di Andy Weir ed il film è una adattamento abbastanza fedele del cartaceo. Avendo una base molto solida dalla quale partire, fare passi falsi è difficile se ci si attiene al copione e non si svalvola troppo.
La storia è alquanto semplice: Ci troviamo “20 minuti nel futuro”  con la missione Ares 3 che ha portato l’uomo su Marte. Una tempesta di sabbia più forte del previsto costringe gli astronauti a rientrare a casa prima del previsto. Mark Watney (Matt Damon), botanista del gruppo viene colpito da un’antenna staccatasi dalla base a causa della tempesta e viene creduto morto e quindi abbandonato sul pianeta rosso. Però è sopravvissuto e deve capire come sopravvivere su Marte fino all’arrivo della prossima missione programmata, Ares 4, anni dopo.
A questo punto parte la vera storia che si incentra sulla sopravvivenza estrema. Lo spazio ed i pianeti con atmosfera ridotta sono le cose più letali per noi. Siamo abituati alla nostra cara Terra, che ci offre conforto ed uno spazio dove vivere tutto sommato calmo e tranquillo e che abbiamo conquistato nei millenni a colpi di tecnologia. Su Marte, ogni errore può rilevarsi fatale. Qui assistiamo ad un film di stile Cast Away nello spazio, con un protagonista che sembra un Mac Gyver. La formula del videodiario inframezzata a momenti di azione normale, aiuta molto a creare una narrativa che coinvolge e che mantiene alto interesse in un’ambientazione mono personaggio. Mano a mano che il film incede, questa si intreccerà con la storia sulla Terra, con gli uomini della NASA impegnati a trovare soluzioni per riportarlo a casa. Il protagonista non si lascerà mai andare a derive mistiche o pazze, non si perderà mai d’animo e lotterà con tutto se stesso per cavarsela, ma non è infallibile e riesce sempre a mantenere un filo di ironia, il che lo rendono un personaggio molto più forte della media dei film hollywodiani di questo stampo, e riesce comunque a catturare l’attenzione e l’empatia del pubblico. Il resto del cast è un pastiche di attori. Abbiamo Sean Bean, Jessica Chastain, Sebastian Stan e Jeff Daniels tra i tanti. Il ritmo del film è ottimo e riesce a rendere tutti degli ottimi comprimari senza che nessuno abbia il sopravvento sull’altro e lasciando il ruolo di protagonista assoluto ma non solo, a dispetto delle apparenze, a Matt Damon, che fa un ottimo lavoro.
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Straordinario come tutto il film non abbia stupidate e cliché hollywoodiani classici. Anzi ci sono un paio di sovversioni carine. Si vede che stiamo parlando di un’ambientazione moderna e realistica, con personaggi che fanno riferimento a qualche elemento di cultura nerd o contemporanea che strapperanno più di un sorriso.
L’accuratezza scientifica del film è a livelli altissimi. Lo scrittore al tempo fece un ottimo lavoro di ricerca e così per il film la NASA ha collaborato come consulente scientifico. Purtroppo ci sono alcune inesattezze dovute a scoperte su come funziona il clima di Marte fatte dopo la scrittura del libro che invalidano un paio di punti, ma tolto questo, tutto il film è radicato nella scienza più pura e cruda. Le soluzioni trovate ai problemi sono tutte logiche, pensate e sensate.
Abbiamo il sopravvissuto che usa tutte le sue conoscenze scientifiche per cercare di sopravvivere. Abbiamo la NASA a terra che deve districarsi nel suo ruolo di essere una organizzazione di ricerca ma anche un’entità pubblica che deve mantenere una certa immagine e reputazione ed ogni scelta deve essere pesata da più punti di vista. Un film che mostra quanto lo spazio sia veramente letale in ogni sua cosa e quanto sia dannatamente difficile lavorare. Mette in risalto le distanze spaziali, il lag luce. E che la determinazione unità alla propria conoscenza ti possono tirare fuori da ogni situazione. Niente sentimenti bizzarri come Interstellar che si inseriscono nella trama, ma semplici rapporti astronauti-famiglia con manifestazioni identiche a quelle che abbiamo oggi sulla ISS.
Finalmente l’Hard Science-Fiction ha trovato il suo esponente massimo nel cinema. Ed è The Martian. Consigliato a tutti.

Mad Max Fury Road- Recensione

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Data di uscita: 14 maggio 2015
Il mondo del cinema hollywoddiano d’azione oramai si può dividere in due grosse categorie. Quella dei supereroi e quella dei remake dagli anni ’80. Così siamo inondati da roba Marvel e DC, ma anche da Stallone & co che cercano di riproporsi come star d’azione in film simpatici ma spesso solo mediocri, mentre il resto cerca di riportare sul grande schermo idee vecchie raccontate di nuovo. Per ogni discreto A-Team ci ritroviamo con pessimi Robocop, Total Recall e via dicendo.
Ora non più. Ora i film sono appena stati riclassificati. Ci sarà Mad Max Fury Road e i film NON Mad Max Fury Road.
I am the road warrior
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Un piccolo excursus va fatto un attimino sulla figura di George Miller, regista, sceneggiatore e visionario dietro a Mad Max. Questo è un uomo che ha iniziato la sua carriera con il primo Mad Max, da noi conosciuto come Interceptor, poi ha continuato con dei sequel… e poi ha fatto Babe il maialino coraggio so ed i due Happy Feet. Insomma, il suo ritorno alla sua visione del futuro distopico post guerra atomica che tanto ha influenzato ogni altra opera del genere dagli anni ’80 in poi, era per certi versi inaspettato anche se era sempre un po’ nell’aria. Può ancora dire qualcosa il 4° film di una serie vecchia come il cucco, a 30 anni di distanza dall’originale in questa era di riproposizioni di idee trite e ritrite?
Porca puttana se può.
Il film è una continua accelerata e può essere riassunto come un’ininterrotta corsa con l’acceleratore al massimo, con un paio di brevissime soste per fare rifornimento. Questo sia metaforicamente che letteralmente.
Il film ha un intreccio molto semplice, facile da seguire. Dalla cittadella distopica capeggiata dal brutto e malvagio Immortan (Hugh Keays-Byrne), una delle sue imperatrici, Furiosa (Charlize Theron) decide di fuggire e portare in salvo un gruppo di generatrici usate come mezzo per generare figli da Immortan. Il nostro… “eroe” diciamo, Max Rockatansky (Tom Hardy) si ritrova veramente per caso imbrigliato in tutto questo, essendo prima catturato dai ragazzi della guerra, pazzi scatenati a servizio di Immortan e poi portato sul campo di battaglia in modo forzato e per una motivazione così assurda che non voglio spoilerarla. Questa folle corsa a tutta velocità non finirà se non alla fine del film. Qualche breve spazio per riflettere sugli eventi, per creare più world building e per farci assorbire meglio i personaggi e poi si riparte.
I personaggi parlano il giusto e la maggior parte della comunicazione dei sentimenti è lasciata agli sguardi, con quelli della Theron in grado di bucare lo schermo. Il vero punto di forza del film è nella descrittività intrinseca di quello che si vede. Il mondo di Mad Max ha una sua mitologia, i suoi luoghi caratteristici, le sue culture e queste si presentano in modo indiretto allo spettatore e vanno a delineare un mondo complesso, strano, distorto ai limiti della ragione ma variegato e pieno di personalità. Quando l’auto del capo di Bullet Farmer è interamente ricoperta di proiettili, si capisce istantaneamente come può vivere una comunità specializzata nella produzione di proiettili per tutti quanti gli altri. Così ogni gruppo etnico, ogni famiglia, ogni sopravvissuto all’apocalisse, tutti estremamente caratterizzati e vividi senza spendere una parola più del necessario.
Straordinario come un film con un’idea così semplice, la fuga da un nemico, e con un solo scenario desertico riesca a non annoiare neanche per un nanosecondo, risultando un’esperienza estremamente coinvolgente da mozzare il fiato.
Ammirami
doof wagon
Il film è una gioia audiovisiva senza eguali. I primi Mad Max furono fatti con molti prop e con budget irrisori. Qui abbiamo ancora prop e cose costruite a mano, ma la computer grafica arriva in aiuto quando si può, ma mai in modo troppo invasivo e si vede che c’è stato un budget più grosso dietro la sua realizzazione.
La regia delle scene d’azione è perfetta, ogni frame è pieno di dettaglio e tutto è volutamente esagerato. Il veicolo che più è rappresentativo del film è il sistema “bardico” dell’armata da strada di Immortan. Un gigantesco carro con 6 grandi tamburi martellati di continuo sul retro ed un insieme di amplificatori maestoso sul davanti, collegati ad una chitarra elettrica a doppio ponte con lanciafiamme integrato, che suona per dare il ritmo all’armata. Fottutamene epico.
Ogni veicolo è pura poesia, sia quelli più semplici, come simil dune buggy con motore V8 gigantesco con presa d’aria fuori dal cofano, sia delle strane accozzaglie di auto berline con camion con ruote da trattore con boh.
La colonna sonora realizzata da Junkie XL è martellante, potente ed accompagna alla perfezione la grande velocità del film ed il roboante ruggito di tutti i motori. Avrei personalmente voluto sentire in modo un po’ più potente il carro mettallaro dei cattivi, casomai con una traccia metal ad hoc, ma va bene anche così, usando lo stile un po’ più hollywoodiano classico per così dire.
Di solito qui su Checkpoint non sono solito dare voti ai film, ma credo che in questo caso farò un’eccezione.
Voto: 15/10
Si, completamente fuori scala. VA VISTO a meno che non siate delle persone estremamente noiose. Anzi, no anche in questo caso, che vi desterà. Un’esperienza unica, identica ma estremamente diversa allo stesso tempo dagli originali, Mad Max al 100% nella sostanza, al 1000% nella potenza, su schermo ed in termini di cavalli motore. *rombo di motore a nitrometano*
Stay Classy, Internet

Avengers: Age of Ultron - Recensione


Recensione scritta a caldissimo, dopo essere rientrato dalla nottata folle con il gruppo al completo di NerdScrew. Discussioni accese, impressioni più volte confrontate, e soprattutto tanto divertimento in gruppo.

Tagliamo subito la testa al toro: il film è SPETTACOLOSISSIMO, consigliato a tutti.
Il miglior film della Marvel? Sicuramente no, Winter Soldier sta ancora in cima, ma questo è quanto di più 1:1 possa esistere ad oggi per un fumetto trasformato in lungometraggio. È davvero un evento Marvel passato da tavola a film.

Dopo il salto, tutti i dettagli.

In preparazione per Avangers: Age of Ultron - uno sguardo al Marvel Cinematic Universe

Sono un fan abbastanza accanito della Marvel.

Personaggio preferito: Iron Man. E no, non lo dico ora che Robert Downey Jr ha fatto diventare il personaggio popolarissimo. L'ho sempre sostenuto. Fin da quando guardavo il suo cartone animato (fantastico Doc come sempre) da bambino. Che era una cosa atroce, ma adoravo Iron man.

Poi ho recuperato ogni fottuto fumetto che andava recuperato, ho letto quasi ogni cosa ed ora sono una mezza enciclopedia vivente della Marvel. Dico "mezza" solo perché ho iniziato relativamente tardi e perché sono una mezza enciclopedia vivente anche di tanta altra roba e quindi diventare un guru assoluto in un singolo argomento è difficile.

Tra pochissimi giorni (tipo dopo domani ARGH), il 22 Aprile 2015, uscirà Avenger Age of Ultron. Il mio Hype è fuori ogni scala e quindi direi di fare un mega recap di tutta la roba uscita fino ad ora in modo breve, per prepararsi psicologicamente e poi il 23 vi ritroverete con una review si spera coi fiocchi.


01 09 10