Pareri, opinioni, considerazioni, dopo aver guidato per 6
anni mezzi con motore elettrico alimentati da batteria.
Cosa è successo
Chi mi conosce, chi ha bazzicato su questo blog o ha cercato
informazioni su auto elettriche, auto ibride, su una Zoe R135 o una Megane E-Tech, potrebbe essersi imbattuto in uno dei miei contenuti. Oggi, dopo 6 anni
di vita in auto elettrico, passando tra due modelli e due stili diversi di
vita, mi andava di fare un po’ il punto della situazione e la sua evoluzione
storica.
Premessa. 6 anni fa quando stavo cercando un’automobile
eravamo in tutt’altro mercato. Cioè, stavo valutando una Ford Focus a km0,
completamente full optional con il motore più potente per 17.000€. Oggi cosa
compri per questa cifra? Nulla. All’elettrico non ci stavo proprio pensando.
Non avevo un posto auto. Non avevo colonnine particolarmente vicine. Dovevo
parcheggiare dove capitava, dove riuscivo a trovare posto. E non per diffidenza
contro la tecnologia. Sono un ingegnere che lavora sui motori elettrici. La mia tesi di laura fu fatta sull'ottimizzazione agli elementi finiti partendo dal motore della Prius. Poi sono finito nell'automazione industriale e non automotive, ma capite, io non ero assolutamente scettico della tecnologia. Solo non interessato per condizioni al contorno, per stile di vita.
Ho girato un po’ tutti i concessionari della mia zona. Suzuki , Skoda , Seat , la sopracitata Ford Focus. Mazda. Insomma stavo vedendo e provando diverse automobili, di segmento B e C, per capire dove lanciarmi con i soldi. Poi un venditore della Opel, mi fece provare la Opel Corsa Elettrica. Auto un po’ plasticosa e terribile nel design degli interni, ma la guida elettrica mi fece innamorare del mezzo. Poi il venditore accampò delle scuse molto fantasiose per non farmi l’offerta economica così’ come presentata sul sito della Opel e quindi finii per dare i soldi a Renault, per prendere una Zoe. Fast forward 3 anni dopo alla fine del VFG, fatto più che altro per provare il mondo elettrico, e sono passato alla Megane V E Tech, auto che ho comprato definitivamente.
Cosa mi aveva Convinto, il perché della scelta
Dell’auto elettrica si fa tanta battaglia ideologica green.
Va scelta perché le auto termiche inquinano, la pulizia dell’aria e tante cose
belle. Ed in tutta onestà, non mi dispiace avere un mezzo che quando gira per
le città non emana gas nocivi direttamente nell’ambiente circostante pronti per
essere respirati dai cittadini, ma mantiene la produzione di tali sostanze a
livello industriale durante la produzione del mezzo stesso e dell’energia
elettrica, notevolmente più controllabili.
Però è una battaglia a perdere. Per essere davvero green si
dovrebbe fare una battaglia contro l’automobile. Biciclette, andare a piedi e
copioso uso di mezzi pubblici. In Italia abbiamo un numero di auto
spropositato. Si dovrebbe proprio diminuire tale numero, non sostituirle tutte
con elettriche, per avere un impatto sensato in tal senso.
No, quel che ho trovato nell’auto a trazione elettrica
alimentata da batterie (BEV) che mi ha convinto, sono le caratteristiche
intrinseche di come si guida un mezzo a trazione elettrica.
Io negli ultimi, boh 10 anni, non ho guidato. Armato di
piedi ed autobus, frequentando l’università e andando a lavoro con i mezzi
pubblici prima di perderci l’anima per gli orari terribili. Prima, mi dilettavo
alla guida su una Stilo 1.9 JTD di famiglia ed altri mezzi esotici come una UAZ
in mezzo alla terra o nelle montagne fuoristrada o trattori cingolati. E già in quelle occasioni, mi
fecero tutti notare come guidassi molto fluido, come non facessi sentire l’auto
al passeggero.
Consumavo un 30% in meno rispetto a mia madre. Oggi si dice guidare in modo
predittivo. Ed ho sempre apprezzato come caratteristiche tecnico meccaniche
l’immediatezza nella risposta da parte di un motore.
Meno tempo intercorre tra il sistema ad esaudire il mio
desiderio sull’input del l’acceleratore e meglio percepivo un’unità di
trazione. Ecco, il motore elettrico con la sua curva di coppia e latenze di erogazione pressoché nulle è letteralmente
quello che cercavo.
Finalmente esiste un’auto adatta alla mia indole. Fluidità e
assenza di vibrazioni. Questo secondo aspetto so che è molto contenzioso in
quanto le vibrazioni ed il sound di un motore fanno molto per darne carattere.
Ma su auto utilitarie i tre cilindri imperversano con la loro coppia sbilanciata, ed una cosa che mi fece
desistere dalle Ford fu proprio il comfort acustico e vibrazionale, che io
trovavo eccessivamente rozzo. Meglio sui 4 cilindri del gruppo Volkswagen o
Mazda, ma poi quelli Mazda non avevano il minimo brio.
Altro aspetto che mi ha coinvolto non poco, era la possibilità di gestire frenata ed accelerazione con un solo pedale. Le auto che gestiscono questo fino a fermare completamente l'auto hanno la funzione One peda. Le mie non l'hanno (almeno la Megane l'ha dal MY2025, ma la mia è MY2023), ma nonostante ciò, portare l'auto dalla velocità attuale a fare crawling a 10km/h sfruttando un solo pedale migliora enormemente la fluidità di marcia e da un controllo ed una sicurezza che mai ho avuto con altri mezzi. Al minimo dubbio, la rimozione del pedale dall'acceleratore è tale da iniziare il processo di rallentamente. Poi eventualmente, si frena.
Certo, sono sensazioni presenti anche in un ibrido pieno, ma su un mezzo puramente elettrico si ha tutta la potenza del motore elettrico sia in accelerazione che in decelerazione, amplificandone l'effetto.
Si parla troppo di altro e troppo poco di come si lascino guidare senza il minimo sforzo le auto elettriche. Per la vita quotidiana è tutto un altro andare.
Non Puoi Avere L'Auto Elettrica Se non Hai un Posto Auto
Questa è stata la domanda più grande che mi sono fatto
quando ho comprato l’auto. Ma io non ho il posto auto. Come faccio? C’è da
cambiare la propria routine? C’è da fare delle concessioni?
Questo è forse lo scoglio più grande da parte di tutti.
L’automobile con motore a combustione interna oramai ha un centello d’anni
abbondante. La nostra industria è in grado di portare carburante ovunque serva.
Non ci pensiamo mai. Lo diamo per scontato. Quando sono a secco mi fermo a
mettere carburante e via si riparte. Non devo quasi mai alterare i miei piani
per tenerne conto. Poi non so, io ero abituato nel periodo liceale con gente
che viveva di 10€ alla volta, costantemente in riserva, quindi con una capacità
di pianificazione non indifferente. Quando gli indovinometri nelle auto non
c’erano, così come informazioni sul consumo istantaneo.
Lo sapevi e basta.
Invece con l’elettrica ci si fa la domanda “devo trovare la
colonnina”. L’autonomia più risicata di un pieno di energia rispetto ad un
pieno di carburante fa sì che questo quesito debba essere risposto più volte
nello stesso arco temporale, assumendo percorrenze costanti.
La chiave di volta è girare la domanda. Invece di chiedersi dove andare quando la macchina è scarica, conviene chiedersi: dove sono le colonnine quando l’auto per forza di cose è ferma? Ed io mi sono trovato in una condizione estremamente privilegiata, e non lo nego, ma dovrebbe essere una condizione standard e non eccezionale.
Perché sia il Lidl, che il Rossetto erano dotati di colonnina. GRATIS. Questo è stato un gamechanger non indifferente. E questa cosa l'ho scoperta solo successivamente all'acquisto dell'auto, eh.
La mia logica di utilizzo dell'auto è la seguente. Se quando sono a casa è parcheggiata, se quando sono a lavoro è parcheggiata e quando sono a fare commissioni è parcheggiata, è in questi momenti che andrebbe ricaricata. Non devo andare a cercare il luogo di rifornimento volontariamente per quello scopo specifico, ma ricaricare mentre si fa altro.
Quindi diventano di vitale importanza le prese di ricarica in luoghi dove la gente passa del tempo. Ad esempio facendo la spesa. Grazie al caricatore in corrente alternata da 22kW ed alle colonnine da 40kW del Rossetto, nel tempo che impiegavo a fare la spesa settimanale, ricaricavo l'energia per la settimana casa-lavoro con dell'avanzo. E la spesa devo andarci per forza perché ancora non hanno trovato il modo di vivere senza mangiare e bere.
E questo si inserisce perfettamente all'interno della routine settimanale. Questa condizione è durata 5 dei 6 anni qui presi in esame.
Non mi sono mai trovato in questo periodo in difficoltà o a dover attendere eoni in ricarica perché avevo bisogno di molta più energia della semplice spesa. Certo, se dovevo fare una chiamata approfittavo e la facevo mentre ero in carica e non tornato a casa e così via, ma non sono mai stato schiavo di queste colonnine in modo specifico. Negli anni ne sono state installate diverse nella città, di cui un paio anche comode nei parcheggi vicino casa, quindi all'evenienza caricavo lì.
Credo che la diffusione capillare delle BEV passi da dotare i posti auto stradali di prese a bassa potenza per le permanenze notturne tipiche delle persone.
Se voi considerate un'auto che consuma 15kWh/100km, vuol dire che basta ricaricarla di 15kWh per farle fare 100km. 15kWh ad una potenza di appena 2kW, vengono caricate in 7 ore e mezza. La "dormita notturna". E considerando che il tragitto quotidiano medio delle persone è sui 30 km al giorno, una nottata di carica da autonomia per 3 giorni di normale utilizzo. Non è un qualcosa di infattibile serve giusto la volontà di costruire un sistema del genere. Volontà che non c'è.
Sono inoltre estremamente conscio che questo sistema ha funzionato perché di auto elettriche ce ne sono ancora poche. Infatti, già dal terzo anno, è iniziata la guerra alle colonnine gratis. Ho visto scene con gente che lasciava la propria auto elettrica a caricare e si faceva portare via da parenti con auto termiche o tirava fuori un monopattino elettrico per andare dove effettivamente serviva.
Nell'ultimo anno mi sono spostato, ed ora ho la classica "casetta in campagna" che viene con un posto auto ed una presa di corrente vicina. Ora ho la possibilità di caricare a casa, cosa che io faccio con un semplice carichino, a 10A durante la notte e carico qualcosa come un 30% della batteria a notte.
Cioè una cosa blandissima.
Primavera-estate mi basta una carica a settimana, d'inverno con i consumi per il riscaldamento una carica ogni 4 giorni diciamo. Ed effettivamente cambia molto l'ottica di utilizzo dell'auto perché è sempre pronta. Sempre carica. Non hai proprio l'ansia di ricarica nel quotidiano e non devi pianificare nulla.
Certo è che se si viaggia molto di più, un caricatore da 7kW ed un contatore da 6kW aiutano a rimpinguare più energia ad ogni pausa. Ma li sta a punto alle esigenze personali. Tra l'altro in Italia su questo siamo molto indietro. Siamo un paese energeticamente povero. Importiamo tantissima energia dall'estero, qualcosa come il 15% del totale e le nostre abitazioni sono pensate con i 3 kW di contatore. Accendendo pochi elettrodomestici tutti insieme, tanto attenti a non far saltare.
Sono stato in Francia qualche anno fa, nelle casettine normalissime nelle frazioni di campagna esattamente come le nostre in pianura padana... tutte con la 11kW trifase. Capite che anche caricare l'auto elettrica a casa è meno problematico all'estero. E questo dice tanto.
Devi sempre pianificare, sei tu che ti adatti all'auto e non viceversa
L'elefante nella stanza delle ricariche è invece quando si deve fare un lungo viaggio, oltre l'autonomia dell'auto. L'auto elettrica è un tipo di mezzo che cambia radicalmente se si viaggia all'interno dell'autonomia o la si deve superare. Questo perché c'è un limite a quanta energia riesco a trasferire in un certo tempo. Può essere la colonnina non molto potente, oppure l'auto che ha un tipo di batteria che non può riempirsi tanto velocemente. E questo cambia tra estate ed inverno. È un meccanismo difficile da capire le prime volte, abituati al sistema di auto termica.
Le mie tratte autostradali tipiche sono arrivare a Bologna o a Milano. La prima si fa in scioltezza con un'auto da 50kWh andata e ritorno con largo avanzo. Milano richiede di solito una sosta intermedia di diversi minuti, solitamente al ritorno.
Ma i viaggi che spaventano sono altri. Il classico viaggio nord-sud. O un viaggio all'estero. Sia con la Zoe che con la Megane ho affrontato la classica tratta nord-sud tratta di circa 550km praticamente ogni anno (esclusi gli anni covid), mentre con la Megane sono andato fino a Bruxelles in auto, per una tratta di 1060km.
Io sono sempre dell'idea che quando esiste un problema, qualcuno troverà una soluzione perché è un modo per fare soldi. Ed infatti così fu. Tesla è stata geniale nel suo essere pionieristica. Oltre a vendere l'auto elettrica, andava a costruire una rete di ricarica, connessa, che dialogava con l'auto. E l'auto sapeva dove dovevi fermarti ai suoi caricatori. Gli altri costruttori non hanno adottato una soluzione del genere.
La Zoe richiedeva fare una cosa che ero solito fare nella giovinezza con mio padre quando decidevamo di esplorare le regioni dell'entroterra italiano. Tirare fuori una mappa e pensare un percorso. E questa mappa delle colonnine dove la trovati? Su A Better Route Planner. Un Google Maps delle colonnine, con pianificatore di percorso integrato. Si può pianificare il percorso, cioè lo pianifica l'applicazione mica c'è da usare il proprio cervello, ed esportarlo su Google Maps e seguirlo con il normale navigatore di Android Auto. Le colonnine elettriche, per poter attivarsi ed erogare energia, sono tutte connesse alla rete e quindi individuabili in questi database.
Qualche avventuroso poteva anche prendere un comunicatore OBD-Bluetooth, collegarlo alla propria auto così che l'applicazione potesse leggere direttamente lo stato della batteria dal veicolo ed alterare in automatico il percorso, o semplicemente decidere di andare più piano.
I primi viaggi furono interessanti. Le colonnine non esistevano in autostrada e quindi bisognava uscire. A volte andava bene e finivi in un Outlet. La Zoe aveva un picco di velocità di ricarica di 50kW teorici, mai visti più di 47. Ci metteva un po'. Mentre caricavi facevi un giro, compravi qualcosa da sgranocchiare. Altre volte finivi in posti completamente sperduti che non sai bene perché avevano una colonnina ad alta potenza. Fondi europei e va bene ma cavolo.
E con la Zoe mi capitò anche una sorta di avventura al cardiopalma. Da una di queste colonnine sperdute, osservavo l'autostrada. Coda infinita. Guardo su Google Maps ed effettivamente conferma ciò. Decido di prendere la via panoramica, in mezzo ai monti, di rientrare in autostrada dopo.
E non dico che finisco per perdermi, ma mi ritrovo in cima ad una montagnella, verso sera, con pure un po' di nebbia, con la batteria pericolosamente in rosso, lontano da ogni forma di civiltà. Ma sempre da A Better Route Planner vedo una possibile salvezza. Una colonnina Enel in DC costruita in un posto residenziale con nient'altro che case intorno. Tutta in discesa. Quindi a consumo nullo.
Vera paura di non farcela? Eh, quasi, ma sono proprio gli strumenti a dare la fiducia necessaria per superare anche i momenti difficili. E sapere che le auto elettriche in discesa non consumano, anzi, ricaricano un po'.
Negli anni successivi la rete Free to X ha iniziato ad installare colonnine negli autogrill dell'autostrada A1 ed altre sotto la competenza di autostrade ed è diventato abbastanza facile viaggiare e ricaricare.
Non solo, ora le auto stesse sono dotate di navigatore integrato con predizione delle soste. Le auto Stellantis sono le ultime ad aver ricevuto tale feature, ma tutte le altre l'hanno e funziona. Nella Megane, dotata di Android Automotive, il tutto è gestito dalla logica di Google. Non è furba come quella di A Better Route Planner, ma avere sempre una stima della percentuale di arrivo ad ogni destinazione e tappa intermedia e sapere che i piani possono essere modificati al volo se serve, è un grande piece of mind. Poi ci si prende l'abitudine e si entra nello spirito di "so esattamente quanto posso spingermi", proprio come i gloriosi tempi con l'auto sempre in riserva.
In Europa ci sono reti orizzontali simili alla Free to X, solitamente io punto ai caricatori della Ionity. Mi sento di dire che il viaggio non è più un problema, da diversi anni. Non ricordo l'ultima volta che ho dovuto spendere più di 10 minuti per vedere cosa mi proponeva Gmaps o ABRP e seguirla.
E chi ha una Tesla non si è mai dovuto preoccupare di questa cosa sin dall'inizio.
Il problema dove può essere? Nei compagni di viaggio. Se chi è con noi non ha una propensione alla pausa e vuole tornare subito, può effettivamente creare più attriti in come si affronta la strada, rispetto alla ricarica stessa. Ma se si è sulle stesse frequenze d'onda e si usano gli strumenti a disposizione, GG, EZ.
La rete di ricarica è un disastro?
Per capire perché la rete di ricarica elettrica sia così incasinata, bisogna prima capire come questa è stata gestita sino ad oggi.
Con il carburante è facile. Serve un paese dove estrarlo ed una compagnia che lo estrare, lo lavora e lo vende. Così ci sono i vari distributori legati generalmente a chi estrae proprio il materiale. Si arriva alla pompa, si paga la compagnia in contanti o carta di credito e via si fa rifornimento. Il carburante è un bene di consumo che si acquista in un punto specifico.
L'elettricità però è qualcosa di producibile in tantissimi modi diversi. Nucleare, solare, eolico, idroelettrico, gas, carburanti, carbone. Ognuna di queste risorse è gestita da società energetiche o di impianti e viene venduta in tutta la rete nazionale ed europea in base al fabbisogno del momento. E normalmente si paga in bollette mensili come un'utenza legata ad un'abitazione.
Esistono tantissimi operatori che vendono elettricità, ognuno con diverse tariffe e per tutti paghiamo mensilmente. Come facciamo quindi con delle prese apposta per auto elettriche?
Ecco che nascono le colonnine, costruite da pochi costruttori come può essere la nostrana Alpitronic, brandizzate per Enel, Eni, A2A, Hera, Iren e via dicendo. Insomma per i vari operatori di energia elettrica. Ognuna di queste compagnie ha la propria app o tessera ed offre un suo prezzario.
Però l'energia elettrica è "libera". Io ho un contratto con Octopus che è un operatore inglese. Devo poter chiedere ad Octopus di poter caricare su colonnine Enel, esattamente come faccio arrivare l'energia attraverso i contatori e i cavi poggiati dalle compagnie nazionali in Italia.
Ed allo stesso modo, esistono entità come Free to X di autostrade o Ionity che è un megaconsorzio con diversi costruttori di auto che partecipano, che generano colonnine neutre per far agganciare chiunque.
Districarsi tra questo mare di roba è complicato. Però come dicevo prima, da problema nasce soluzione ed esiste il sito/app TariffeEV che permette di individuare la tariffa migliore per dato operatore di colonnina. Va detto che se non si è alla ricerca della tariffa migliore ma si carica fuori pochissime volte, la logica di usare la card del costruttore o del proprio gestore di energia e via che si va è validissima. Anni fa spopolavoano gli abbonamenti, dove si compravano dei kWh mensili a prezzo molto basso, ora spariti un po' ovunque.
Ultimamente stanno apparendo anche le colonnine dove si paga con la carta di credito direttamente, a prezzi cari da dire, oppure sistemi che mettendo i dati direttamente nell'auto di fatturazione, basta che si colleghino all'auto e fan tutto loro. Insomma, si stanno snellendo le cose.
L'altro punto di contenzioso è la disponibilità dei caricatori.
Lasciando stare quando vengono vandalizzati per rubarne i cavi di rame, un problema da risolvere in qualche modo che oramai sta diventando una piaga non da poco, tanto in Italia quanto all'estero, o quando ci si parcheggia un'auto termica perché sì, i caricatori EV hanno una % di malfunzionamento elevata rispetto alle pompe di benzina. Il tutto però va visto bene nel dettaglio.
Le pompe di benzina si stima abbiano una disponibilità del 98%. Lato elettrico abbiamo due facce. Tesla con una disponibilità impressionante del 99.9%, quindi migliore delle pompe di benzina. Però le altre aziende di colonnina sono sul 70%. Questo con dati USA, in Europa non credo i valori siano molto dissimili. Per questo c'è sempre stata discrepanza nel raccontare le proprie esperienze tra chi ha una Tesla e chi no.
Ed è MOLTO brutto quando ti ritrovi ad uno stop obbligato, con scarsa batteria ma nessun caricatore si accende. Da Google Maps e altre servizi online vedi le colonnine attive, poi arrivi e non ne va nessuna. E se chiami l'assistenza ti dicono che per loro sono irraggiungibili. Capitato proprio durante l'ultimo viaggio un pelo più lungo a novembre 2025. Area di servizio credo fosse Prenestina Ovest. Siamo io ed una ID.3 fermi che cerchiamo di far andare le colonnine ma non va nessuna.
L'altro guidatore era arrivato con uno stato di carica inferiore al 10%. Io invece ero al 19%. Su auto di prestazioni simili. La colonnina successiva era 20 minuti di autostrada. La densità sull'A1 oramai permette di sbagliare. Io l'ho potuta raggiungere e quindi caricare. Lui non saprei, secondo me ce l'avrebbe fatta lo stesso, però non so cosa sia riuscito a fare. Io oramai in viaggio vado in automatico dove non scarico mai pesantemente la batteria quando devo ricaricare, ho sempre quella soglia di emergenza costruita dentro me stesso automatica. Anche perché in elettrico non esiste la tanica di benzina da farsi portare. Se va bene una di quelle batterie piccole da 1 o 2 kWh. Che ci fai, 8-10 km?
Questo viene visto come uno dei problemi più gravi dell'elettrico da chi non lo ha, ma poi credo che una volta che lo si usa, diventi subconscio e non è mai un problema effettivo che limita ciò che si vuole fare all'atto prativo, so che le persone non dovrebbero pensare ai problemi costantemente, ma secondo me sottovalutiamo quanto poi siamo davvero flessibili. Stiamo lavorando con dei set di limiti diversi, non stiamo passando da un sistema senza limiti ad uno con o viceversa. Entrambi ne hanno e quindi vengono internalizzati in modo diverso.
Comunque gli strumenti a supporto migliorano sempre di più, ora le applicazioni indicano quanto è stata segnalata l'ultima ricarica con successo, mostrano foto, feedback utenti, insomma cercano di dare quante più informazioni possibili. E la cosa utile è che strumenti come Google Maps stanno integrando queste informazioni discretamente bene. Se si ha un'auto elettrica Maps stesso può dirci indicazioni sul consumo di batteria del tragitto mentre lo si consulta da Smartphone. Da PC no perché Google è un po' stronza e rimuove feature a caso.
Io posso solo dire che nel mio piccolo, le problematiche sono state davvero poche, le conto ancora su due mani e quasi tutte nei primi anni quando avevo ancora la Zoe. Segno che c'è un miglioramento tangibile. Non siamo ancora all'ideale eh, sono il primo a dirlo, ma ce la si può fare.
Quanto mi sei costata?
Poi c'è l'aspetto economico. Un'auto elettrica ha un esborso maggiore sul prezzo d'acquisto rispetto ad una termica equivalente. Più o meno, che tra cinesi e Tesla oramai questa cosa si sta assottigliando su tante fasce. E gli incentivi aiutano, quindi le tasse di tutti noi finanziano molti di quelli che comprano un'auto elettrica.
A volte è tale da rendere l'auto quasi uno scherzo, pensiamo alle Leapmotor T03 vendute a 5000€ se si rottamava un'auto con l'ultima tornata di incentivi. Cosa prendi con 5000€? Oppure nel caso di una Tesla Model 3 o Y o una Megane, l'incentivo porta il prezzo a costare come o anche meno di una Golf.
Una volta che hai speso quei soldi, o li stai finanziando che dir si voglia, in 6 anni quanto altro ho speso sull'auto?
Assicurazione RCA sui 300€ all'anno. Ed io da buon furbo ho cambiato residenza PRIMA di prendere l'auto quindi sono partito da classi di merito bassissima. Le assicurazioni accessorie tra furto, incendio, kasko, atti vandalici e via dicendo a prezzi di mercato, coperture che su auto nuove ha senso avere e lì i prezzi vedo che sono paritari con le auto a combustione.
La Zoe si è presa 3 tagliandi da 40-50€ l'uno fatti per mantenere la garanzia del costruttore. Gomme in 3 anni, le originali. L'anno del Covid non ha aiutato a fare chilometri. Sulla Megane invece ho portato le gomme estive di primo equipaggiamento a 31000km. Ed avevano ancora qualche km da fare. Ho ricevuto medaglie al valore tanto dalla Renault quanto dai gommisti per la precisione chirurgica e lo stato delle gomme. Dalla regia ho fatto fare +10000km rispetto alla media di altri clienti con la stessa auto. Rimanendo non con le gomme lisce eh, avevano ancora battistrada da consumare, quindi ho finito in tutta sicurezza.
Conosco gente che fa fuori le gomme ogni 10000km perché accelera sempre a razzo. Io guidando fluido, mai lento, ma fluido, non stressando con decelerazioni ed accelerazioni forti, ho raggiunto un bel traguardo.
Che altro rimane? Bollo, che è 0. Parcheggi BLU a 0€ dove mi trovo su tutto il territorio comunale. Se avessi voluto un abbonamento per i 6 anni su tutto il territorio, sarebbero stati 900€ solo di quello. Accesso alla ZTL libero. Discreta comodità logistica eh.
Poi c'è il costo di carburante. Che per me è difficile da calcolare perché ho sfruttato quasi sempre il caricatore gratis del supermercato. Una condizione brutalmente da privilegiato, ne sono conscio. Diciamo che con un'auto equivalente termica, prendiamo una Golf con il 1.5 150CV, che mi sarebbe costata uguale alla Megane con accessori simili, fare 20.000km con il consumo dichiarato 5.4L/100km... sarebbero 1080 litri per 20000 chilometri quindi prendiamo 1,68€/l per la benzina... sarebbero 1800€ rimasti nel portafoglio. Che, al tempo di acquisto, cercando parità di equipaggiamento con la Golf, è già più del delta prezzo tra le due, incentivi e finanziamenti del caso inclusi. Quindi personalmente, sono riuscito ad andarci in "guadagno" per così dire, cioè l'elettrica ad oggi mi sta costando di meno di una termica "equivalente". Considerate che questo risparmio l'ho avuto anche con la Zoe.
Adesso però carico a casa e quindi posso dare qualche dato più sensato. Esempio ad Aprile, mese tranquillo per gli spostamenti ho caricato a casa 85.9 kWh, percorrendo sui 590 km (14.5kWh/100km). Mese tranquillo. In bolletta pago 0,23€ tutto finito incluso le spese fisse. Sarebbero sui 22€ per l'auto includendo le perdite di rete. Sono 3,7 centesimi al Km. Con una Golf, avrei speso almeno 50€, sappiamo che la benzina è anche aumentata in questi ultimi mesi. Si spende quindi meno della metà se si rimane in ambito urbano-extra.
Avessi fatto tutti questi kWh alle colonnine, caricando alle Free to X alla tariffa dedicata alle Renault di 0,49€/kWh, avrei speso 42€, per fare 390km a velocità di codice più o meno. Qui prendendo sempre la Golf, il costo in € sarebbe in realtà abbastanza simile, a sfavore della Golf di pochi €. Per fare tanta autostrada in elettrico a prezzi convenienti serve una Tesla Long Range o Mercedes CLA, i missili penetra-aria insomma. E tariffe ben convenzionate, come la mia o quella dei Tesla Supercharger.
Probabilmente con un'auto GPL sarei potuto andare vicino ed oggettivamente oggi si può comprare una Clio full optional con anche cambio automatico GPL che tecnologicamente è paritetica alla mia Megane, solo con qualche cavallo in meno e quindi equiparare i costi di percorrenza.
Però con auto più comparabili, la differenza di prezzo con i carburanti tradizionali si sente. Poi io ancora non ho pannelli solari. Installandoli avendo un'auto elettrica, gestendo bene gli orari di ricarica, si può replicare in casa la condizione "supermercato con colonnina gratis" in casa e rientrare di tutti gli investimenti velocemente.
Affidabilità in generale? Avendo cambiato dopo 3 anni non saprei, in 3 anni se succede qualcosa all'auto è da considerarsi un elemento un po' sfigato, però fatto vuole che diversi colleghi han cambiato auto nello stesso periodo e mentre io in elettrico e quello con la Volvo siamo andati lisci, i problemi li hanno avuti solo chi ha preso un'Alfa ed una Land Rover. Insomma, i meme si confermano veri. Alfa roba minore eh, la Land Rover esploso il motore tipo due volte.
La batteria è garantita 8 anni dalla casa costruttrice. In 3 anni e 30.000 km, ma sono più gli anni a pesare sul primo degrado, si perde sul 5% o meno. Sia sulla Zoe che era raffreddata ad aria alla bene e meglio, che sulla Megane raffreddata a liquido. Proprio intrinseco nella chimica. Poi si stabilizza abbastanza. A netto di difetti, una batteria dura ben più della garanzia e forse anche della vita utile dell'auto. Oramai di elettriche se ne vendono da un po', ci sono anche quelle con tanti chilometri addosso e le batterie sono ancora là per la stragrande maggioranza.
Punto di non ritorno?
Tornerei mai indietro?
Altra domanda fatidica.
No. Almeno, mettiamoci delle postille. Se mi dici di tornare indietro per un bel 6 cilindri, un V8 o un V12, certamente. Le auto sportive o con motori interessanti sono belle e giocose anche perché hanno un motore termico che vibra, fa rumore, casino, sembra che diano un'anima ed una personalità al mezzo. Sono totalmente a favore di mantenere questo tipo di meccaniche e continuare a farle girare.
Ma se mi dite di tornare ad un 3 cilindri Puretech? E perché mai dovrei farlo? Nel mio specifico utilizzo? Considerando che esistono cose come la Mercedes CLA o la Model 3 Long Range, anche auto per fare lunghe tratte più spesso, non sono neanche così propenso a prendere un diesel.
Poi sono conscio che l'elettrico non sia la soluzione definitiva da adottare oggi per tutti. Se si ha la possibilità di ricaricare comodamente a prezzo basso sono un ottimo mezzo che rilassano sia la guida che la gestione, ma tutte le soluzioni tecnologiche sul mercato hanno un senso di esistere.
Però posso dire con assoluta certezza, dopo anni di discussioni online, che l'auto elettrica logora chi non ce l'ha.
Stay Classy, Internet.
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