Shadowrun Dragonfall : Director's Cut - Recensione



Nel 2013 la casa di sviluppo Harebrained Schemes ha riportato alla luce l’IP di Shadowrun, ambientazione P&P che mescola cyberpunk e fantasy, nel mondo videoludico, grazie ad una campagna kickstarter di successo, con il gioco ShadowRun: Returns.
Nel febbraio del 2014, il DLC Dragonfall raggiunse le piattaforme in digital delivery e si dimostrò essere superiore al primo gioco sotto tutti gli aspetti.
A settembre dello stesso anno, ci viene riproposta l’espansione Dragonfall in versione Director’s cut. Questa versione è una standalone, ovvero non necessita del gioco base e presenta non poche novità.
Se siete interessati solo alle differenze ed avete giocato all'originale, leggete questo articolo. 

Una Storia che Migliora

shadowrun dragonfall dc screenshot 1
La storia è il punto forte di Dragonfall che nella versione director’s cut riesce a migliorare ancora.
L’incipit della vicenda appare alquanto scontato e lineare. Voi siete uno shadowrunner, una sorta di mercenario, la vostra prima missione va in malora, il vostro team finisce male ed ora dovrete riuscire a tirarvi fuori dal casino nel quale siete finiti. Mano a mano che si procede nel gioco, il tutto si complica, si infittisce e non mancheranno colpi di scena vari che renderanno il tutto molto interessante ed intrigante ed il gioco tocca momenti abbastanza importanti della lore di ShadowRun.
La parte centrale della storia, per certi versi si può definire non esistente. Dovrete raccogliere un grande numero di soldi da dare ad un informatore affinché vi riveli particolari importanti che vi servono per poter progredire. E come si guadagna il pane un mercenario? Accettando e svolgendo missioni.
Questa scelta potrebbe far storcere il naso ai puristi della trama dalla A alla Z senza interruzioni, ma in realtà questo sistema si rivela essere vincente per Dragonfall. L’universo di Shadowrun è ricco di cose da scoprire, vedere, fare, di personalità, di corporazioni, di società segrete, e questa struttura a “missioni secondarie” permette al giocatore di vivere tutte le varie sfaccettature che l’ambientazione ha da offrire.
Ogni missione infatti non è lasciata al caso, anzi, ognuna ha una sua trama autoconclusiva ed un suo twist particolare.
L’altro punto forte della storia sono i membri del proprio team, caratterizzati a tutto tondo e dotati di una forte personalità che ve li farà amare o odiare. Essi commenteranno con forza durante le missioni e vi intratterranno con le loro storie nella vostra base.
Nel gioco originale, solo uno di loro però aveva una quest personale, incastrata in una missione principale. Nella Director’s Cut invece anche gli altri 3 membri del gruppo ricevono una missione a loro dedicata. Nuove ambientazioni, nuove scelte da compiere e nuova musica.
A queste 3 nuove quest se ne aggiungono altre due secondarie. Questa è forse l’aggiunta migliore del gioco ed aiuta ad invogliare un’altra giocata per chi avesse già completato l’espansione al suo tempo.

Un Gameplay che muta

shadowrun dragonfall dc screenshot 2
Il gioco si divide in due fasi ben distinte. La fase esplorativa e la fase di battaglia.
Quella esplorativa non ha subito cambiamenti ed è simile ad un’avventura grafica. Avrete il vostro personaggio creato all’inizio del gioco, con una sua classe, il suo aspetto e le sue abilità, e lo comanderete in stile punta e clicca per l’ambiente circostante, con elementi interagibili segnalati a schermo. Quando si interagisce con un elemento dello scenario, sia esso un oggetto o un NPC, del testo descrittivo setta il tono della situazione ed appariranno scelte di interazioni adeguate al contesto e molte di esse saranno subordinate al tipo di personaggio che avrete.
Un decker può hackerare terminali con facilità invece di dover trovare per forza le password, una persona carismatica può evitare combattimenti con le giuste parole ed un personaggio forte può abbattere muri fragili per rivelare nuove vie da percorrere. Alcune situazioni sono più su binari di altre, ma in generale la variabilità di approccio e risoluzione è alta ed aiuta in un contesto di rigiocabilità.
Quando si combatte il gioco diventa invece un XCOM, ovvero si passa a giocare ad uno strategico a turni con un sistema di copertura.
Qui il gioco è cambiato parecchio dalla sua versione DLC a questa standalone. Il combattimento nella DLC è sempre stato molto…. Randomico. Ovvero molti elementi che dettavano l’entità del danno sul nemico erano dipendenti dai seed RNG e variavano troppo, creando un tipo di combattimento un po’ troppo imprevedibile e basato sulla fortuna più che sulla perizia tattica. Ora invece il tutto è numericamente più semplice e si basa su meno regole. Questo porta ad un combattimento più ragionato e meccanico, dove azione e reazione delle vostre azioni sono più tangibili ed anche ad una AI rinnovata e che riesce a manovrare intorno a queste nuove regole meglio di quanto non faceva prima.
Il risultato è un combattimento generalmente più piacevole che migliora di non poco l’esperienza generale, anche se è più semplice della versione DLC, quindi consiglio di giocare ad un livello di difficoltà più alto da subito, partendo almeno da “hard”.
Anche i propri compagni hanno ottenuto qualche miglioramento, visto che ora la loro crescita è gestita parzialmente dal giocatore e non più completamente automatizzata.

Un piccolo grande gioco

shadowrun dragonfall dc screenshot 3
Il vero problema di Shadowrun è nella sua “piccolezza”, nel suo essere un po’ troppo indie e troppo poco AAA. Malgrado la buona campagna di kickstarter, il gioco è tecnicamente indietro rispetto ad altri contemporanei. La grafica ha una grande direzione artistica, ma manca di perizia tecnica nei modelli poligonali ed il gioco non ha un’oncia di doppiaggio ed è disponibile solo in lingua inglese.
A parte queste mancanze, il gioco è completo, avvincente e mai scontato ed è un’ottima finestra di entrata per tutti nel mondo di Shadowrun. Inoltre ha un completissimo editor per poter creare la propria storia qualora si voglia passare dalla parte di giocatore a quella di creatore.

Stay Classy, Internet

Nessun commento:

Posta un commento