Logan - Recensione


Il marchio degli X-Men in mano alla Fox ha sempre avuto risultati altalenanti, mancanti una visione globale e buttando dentro idee un po' come venivano. C'era però una costante: Wolverine, o Logan, o James Howlett che si preferisca, interpretato da Hugh Jackman alla perfezione. Con questo film l'attore sigla l'addio al personaggio in un modo diverso da quanto si poteva attendere.

Bisogna ringraziare Deadpool per aver sdoganato una nuova possibilità nel genere dei cinecomic moderni. La violenza non family friendly, R18 in america, da noi vietato ai minori di 14 anni, e il produrre roba a budget più basso, dove gli effetti speciali e le scene di azione devono per forza di cose lasciare spazio ad altro. Come momenti di introspezione o scene dove la recitazione dell'attore deve portare un po' tutto il peso.

Logan riesce nell'intento di proporre un film su Wolverine che non sia una cagata immane. La violenza ed efferatezza del personaggio possono finalmente venire alla luce grazie alla classificazione di età più alta e il portare il focus su pochi personaggi centrali aiuta a creare dinamiche di personaggio più intime. Il rapporto tra il vecchio ed oramai semi impazzito Xavier e Logan è forse la cosa più bella del film con i ruoli praticamente invertiti in questa pellicola. E gli attori se la cavano alla grande.


Si sente per tutto il film il messaggio di voler lasciare tutto dietro e mandare avanti la nuova generazione. Un collegamento d'obbligo è da farsi con la realtà al di fuori del film: Hugh Jackman e Patrick Stewart non riprenderanno più il loro ruolo all'interno dei film degli X-Men e quindi vogliono dire addio a tutti quanti, ai fan ed all'interno del film stesso.

Il film presenta un paio di problemucci a mio avviso. Il primo è il ritmo, che ho trovato in alcuni frangenti eccessivamente lento, con parti che non portano da nessuna parte. Il secondo problema è che purtroppo neanche questo film sfugge ai ai cliché. C'è il classico oggetto introdotto quasi per caso nel film che poi risolverà la situazione così come il solito cliché dei neri che muoiono male nei film.
Ora, non è per fare agende di un qualche tipo, ma posso almeno una volta nella mia vita, avere dei personaggi di colore secondari non morire? Per favore?

L'altro non dico proprio problema, ma opportunità sprecata, riguarda un gruppo di giovani dotati di poteri che non vengono sfruttati per niente. Si vedono pochi secondi, con chi mette le mani davanti a se e fa cose, a chi alita e ne accadono altre... ci sarebbe stato potenziale per sfruttarli di più ed invece sono stati lasciati lì di sfondo. Ma in fondo è anche un bene. I combattimenti sono estremamente veloci, efferati e si concentrano tutti sulla capacità di Logan di affettare ogni cosa: braccia, teste, armi, ossa... nulla sfugge alle sue chele d'adamantio. Le scene sono molto soddisfacenti e non scadono mai nel macabro. Alcuni scontri poi sono dei bei colpi di scena. 

Oltre ai combattimenti belli tosti, c'è tutta la carica di feels che il film porta con se. Il tono cupo, malinconico che sembra distruggere ogni piccola speranza, porterà a parecchi momenti "ommiodionoperchélacrime".

Di sicuro per gli amanti dei cinecomic è da andare a vedere perché è un film diverso dal resto della marmaglia. E perché finalmente è un bel film su Wolverine.

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