Just Cause 3 - Recensione


Piattaforme: Xbox One/PS4/PC (giocata) Data di Uscita: 1 Dicembre 2015

Just Cause è diventato sinonimo di esplosioni nel mondo videoludico. E questo solo basta a farmelo giocare. Ma oltre ai vari KABOOM, offre qualcosa di sostanzioso?



TAGLIA TAGLIA TAGLIA!

I personaggi arrivano e vengono a caso, ma sono tutti amabili nelle loro stramberie
Diciamo subito le cose come stanno senza troppi giri di parole. Just Cause non ha mai avuto una storia seria. Il canovaccio è il solito: C'è un dittatore ed il protagonista, Rico Rodriguez deve toglierlo di mezzo facendo saltare tutto, aiutando vari personaggi fuffi nel tempo.

Funzionale e lascia tutto lo spazio al gameplay. Però c'è qualcosa che non torna. La terra da liberare a questo giro è Medici, una specie di mistopanna tra Italia e Spagna e terra natale di Rico Rodriguez, con nomi che a leggerli noi italiani stiamo solo male. Cioè, l'amico di infanzia e spalla comica si chiama Mario Frigo. E potete già immaginarvi l'accento del doppiatore, quell'americano-italiano che boh. La storia prova ad dare degli spunti interessanti che potrebbero mettere in scena delel evoluzioni dei personaggi o almeno dei colpi di scena. Ed invece, tutto viene accennato nelle ultime 2-3 missioni e poi viene buttato ai pesci in un finale frettolosissimo ed anticlimatico. Fa strano. 

I DLC sono totalmente ancillari, portando dentro un nuovo cattivo, la corporazione Eden, che scassa i maroni a Medici e quindi deve essere fatta saltare in aria come tutto il resto.

GLORIOUS EXPLOSIONS

Questa è pura poesia
Il gioco è strutturato in modo molto semplice: la grossa mappa del mondo è esplorabile fin da subito ed il giocatore dovrà fare una cosa molto semplice: liberare ogni villaggio e ripulire ogni base militare che incontra e seguire l'incedere delle missioni principali. A corredo di questo ci sono tutta una serie di sfide secondarie che mettono alla prova svariate abilità, dalla guida di mezzi allo sparo a prove più singolari. Tutto questo permette di sbloccare nuove armi, mezzi e potenziamenti per distruggere ancora più facilmente tutto. Lo shooting è grezzo con poche capacità di mira, ma è funzionale in mezzo al solito caos che si crea ad ogni combattimento. Il gioco non è neanche così facile, se caricherete a caso morirete male.

La novità più grossa per la serie riguarda l'aggiunta della tuta alare per il protagonista. Il suo paracadute infinito permette di fare molti trucchi aerei e di portare morte dal cielo, ma per la navigazione dell'ambiente è molto limitato. La tuta alare invece permette di fare lunghe planate lungo la mappa. Devo dire che ho trovato il tutto piacevolissimo e andare in giro cercando di non schiantarsi mi ha dato molte gioie. Imparare ad intervallare la triade rampino-paracadute-tuta alare nel modo ottimale richiede una certa abilità.

La massima espressione artistica videoludica

Il gameplay dopo un po' diventa ripetitivo. Le missioni principali fanno fare ogni tanto qualcosa di diverso, ma mai troppo. La bellezza delle esplosioni tiene su tutto e sperimentare con le varie armi e sfruttando l'ambiente per causare distruzione a tappeto è bello, ma tende a stancare presto. Assaltare la prima base di petto, fare la seconda tutta con un cecchino, la terza dall'alto lanciando bombe dall'alto, poi una aprendo con uno schianto di un aeroplano sulla cisterna di carburante principale, un altra ancora sfruttando il cannone di una nave... Ci sono più basi che metodi di approccio, per questo dopo un po' si tenderà a seguire quello più efficiente.

Io però, ho fatto una cazzata enorme. Ho deciso di addentrarmi nei DLC abbastanza presto nella campagna principale. Il risultato è stato ottenere una tuta alare con jetpack, minigun emissili ed un'arma speciale a munizioni infinite in grado di chiamare un fulmine dal cielo. Con l'effetto di un bombardamento orbitale. Il risultato è stato interrompere brutalmente la progressione del gioco. Avevo a mia disposizione un mezzo di trasporto molto efficiente che ha tagliato quasi al 100% l'uso dei veicoli e un'arma in grado di devastare tutto senza grossi problemi. Il bombardamento orbitale è divertentissimo, sia chiaro, ma questa combo ha trasformato ogni liberazione in pura routine. I DLC direi che sono da lasciar stare all'inizio proprio per questo, rompono troppo dando giocattoli troppo più efficaci.

Tecnicamente siano su ottimi livelli. L'open world è direi più piccolo di quello di Just Cause 2, ma il livello di dettaglio è superiore, Certo ci sono un sacco di asset riutilizzati, ma i modelli di auto, elicotteri, dell'ambiente e dei protagonisti è nettamente superiore al passato. Poi le esplosioni sono fatte a regola d'arte. Sul mio PC le performance non erano male, con i 60fps mantenuti nei momenti più calmi, scendendo sui 40 quando esplodeva di tutto di più. Su console so che stare sui 30 è tipo un miracolo. Ci sono un po' di tempi di caricamenti, ma nulla che un buon SSD non possa rimediare, anche se sono sopportabili anche su un HDD.


Just Cause 3 sa divertire come un buon sandbox caciarone. Belle viste, esplosioni a go-go ed un buon numero di giocattolini da testare sui vostri nemici. Una volta finito l'entusiasmo iniziale, il tutto dipenderà dalla vostra voglia di distruzione e da quanto vi annoierete. Oppure se proprio volete vedere che fine farà Mario Frigo. Se vi piacciono le esplosioni, tirate pure su il punteggio.


Stay Classy, Internet.


Nessun commento:

Posta un commento