Ace Attorney Spirit of Justice - Recensione


Piattaforma: 3DS Data di Uscita: 8 Settembre 2016

Sono un grande fan della saga e se posso cerco di non perdermene un capitolo. L'uscita a settembre l'aveva messo in competizione con altra roba, e l'ho recuperato solo con i saldi natalizi.
La saga dopo tutto questo tempo ha ancora qualcosa da dire o è arrivato il momento per qualche cambiamento?





Misticismo a pacchi


Essendo un'avventura grafica punta e clicca, il gioco ha una forte enfasi sulla trama e sui personaggi. 
Questo è l'episodio conclusivo della seconda trilogia di Ace Attorney, quella incentrata su Apollo Justice, quella che si è dovuta nascondere dietro il nome di Phoenix Wright per evitare scontento da parte dei fan.

Su i soliti 5 casi della serie abbiamo 2 con Phoenix, 2 con Apollo ed uno con Atena. Come sempre ci sono casi che si inseriscono nella storia principale e casi di contorno. Il primo, il terzo ed il quinto fanno tutti parte della narrativa principale, che vede i protagonisti impegnati nel regno del Khura'in, una terra di persone estremamente devote verso la loro regina-dea e dove il sistema legale non è quello classico. La trama principale si butta sul lato mistico della serie, quello fatto di incanalamento di spiriti di defunti per intenderci, un lato che non tutti sempre apprezzano.


Il problema principale da ritrovare oramai nella storia è uno solo: la saga di Ace Attorney oramai è una quinta stagione di una serie TV, con i personaggi che crescono ed evolvono e si pone difficile da digerire per nuovi arrivati. Da fan di vecchia data ho apprezzato molto la storia, i riferimenti ai vecchi casi, gli intrecci di amicizie, le nuove storie che dal nulla portano alla ribalta passati oscuri dei protagonisti. La trama principale è anche abbastanza interessante e l'ultimo caso riesce ad essere particolarmente intricato e colmo di colpi di scena. Solo il classico caso filler, in questo caso rappresentato da 4° caso, è eccessivamente breve e poco ispirato. Il PM di questo capitolo inoltre credo sia poco incisivo e carismatico durante i vari processi, puntando più sul sua natura che sul processo stesso per stallare e fermare gli eroi.


Il gameplay è rimasto lo stesso... e non so se oramai sia una cosa positiva o meno. Nella familiarità si sta bene, non c'è bisogno di fare altro, ma la serie sta iniziando a diventare un po' troppo prevedibile. Ciò non vuol dire che non ci provi in un modo o nell'altro. Le fasi investigative sono rimaste le stesse, con esplorazione punta e clicca unita a dialoghi ed ai gimmick dei personaggi, ora semplificate ancor di più: è praticamente impossibile rimanere fermi in un punto.


Le fasi nel processo anche sono rimaste pressoché identiche. Leggere testo e presentare la prova o premere il discorso per andare avanti. Le meccaniche di spruzzare luminol e polvere per impronte rimangono e sono noiose ma sono usate fortunatamente poco. Ogni tanto ci si ritrova incagliati a presentare la prova giusta al momento giusto anche se si è capito tutto e se si potrebbe attaccare teoricamente da più angoli il discorso. Insomma i difetti tipici ancora ci sono.
Le nuove Seance sono onestamente un buona aggiunta meccanicamente visto che richiede di ragionare contemporaneamente sulle frasi e su un video cercando le incongruenze tra le due.


Per i fan della saga abbiamo a mio parere una storia ben fatta che conclude bene il secondo arco narrativo della serie, ma le meccaniche iniziano a diventare a mio parere un po' vecchia, ci vorrebbe un revamp ed un aumento di complessità. In ogni caso, è un ottimo capitolo della serie ed una buona avventura grafica presa di per se.



Stay Classy, Internet.

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