Persona Q: Shadow of the Labyrinth - Recensione


Piattaforma: 3DS Data di uscita: 28 novembre 2014

Oramai mi sono ridotto a giocare al 3DS praticamente solo quando sono in "vacanza", quando ritorno in terronia. Questo riduce il mio giocato da potenziali 365 giorni a praticamente a poco più di un mesetto. Per questo motivo ho impiegato tutto questo tempo a finire Persona Q. Un connubio di due saghe che adoro, sarà uscito fuori decente?

Un simpatico siparietto
Le scenette in 3D non sono molte
Il gioco mescola due titoli quasi agli antipodi per focus. Persona 3 e 4 sono dei giochi di ruolo giapponesi con focus sull'interazioni sociali e prendono molti elementi dalle visual novels. Ci sono molti dialoghi, possibili romances, dialoghi a scelte multiple... ci sono si anche labirinti e combattimenti da affrontare, ma il divertimento dei Persona deriva principalmente dalla storia e dai protagonisti. Etrian Osyssey invece è un gioco vecchio stile. Storia appena accennata, gruppo di protagonisti silenti, qualche sporadico NPC e focus totale sull'esplorazione e sopravvivenza in territorio ostile.
Atlus aveva già provato ad aumentare la narrativa degli Etrian Odyssey con Untold:Millenium Girl l'anno precedente, quindi l'unione di queste due logiche di gioco non è così improbabile.
Il risultato è a mio avviso estremamente piacevole, anche se ristretto per ovvi motivi.
L'intero gioco è un capitolo extra nella vita dei protagonisti di Persona 3 e Persona 4, che si ritrovano insieme intrappolati in un nuovo mondo dal quale devono fuggire. I residenti Zen e Rei sono personaggi dalla dubbia personalità, entrambi senza memoria e che sembrano collegati al posto.
La storia praticamente non va da nessuna parte per ben oltre 30 ore di gioco, per poi esplodere sul finale, rovesciando una quantità di feels ignobile sul giocatore. Dopo questo ci vorrà un'altra decina di ore per vedere la conclusione degli eventi. E questo con il mio ritmo di giocare che è molto veloce.
Per quelle 30 ore quindi come si regge in piedi la baracca? Interazioni tra i personaggi, ma proprio tante per un gioco del genere.
Il gioco è pensato per essere giocato due volte, in quanto all'inizio potrete scegliere se affrontare l'avventura nei panni del protagonista di Persona 3 o in quelli del protagonista di Persona 4. Questa scelta influenzerà la maggior parte dei dialoghi e siparietti sparsi per il gioco, e complessivamente formeranno una mole di testo non indifferente. Ovviamente non c'è il tempo tecnico e le strutture di gameplay per poter gestire un qualcosa di complesso come i giochi di base, quindi i personaggi sono semplificati e lavorano su uno o due dei loro cliché ed appaiono più piatti che nei loro giochi d'origine e sono rivisitati per evitare ridondanze tra i due cast. Nonostante questo, sono riusciti ad inserire della crescita dei personaggi, che appaiono diversi alla fine del gioco rispetto all'inizio. Complimenti vivissimi. C'è un grosso difetto in questo approccio però: il gioco non è per chi non è familiare con le due serie, ma è un grande omaggio a chi ha apprezzato entrambi i giochi d'origine. Il contrasto tra la generale diffidenza e chiusura del gruppo di P3, rispetto ai pazzerelloni amiconi di P4 è fantastico, così come tutto lo spazio dato ai residenti della Velvet Room, ma tutte le minuzie, i rimandi e via dicendo si perdono a chi non ha giocato ai capitoli nativi. Non capisco perché questo gioco sia uscito su console Nintendo. Persona 3 uscì su PS2, poi PSP, Persona 4 su Ps2 e poi Vita. Nintendo è stata sempre toccata dagli Shin Megami Tensei, ma mai da i Persona. Avere un gioco omaggio ad essi su Nintendo 3DS è oltremodo strano.
In ogni caso, la parte narrativa intrattiene e diverte in modo leggero, mentre il finale è malinconico ed interessante. Un ottimo lavoro per uno spin off.

Press Turn e Mappe
Ogni battaglia in PQ è una ricerca della massima efficienza
Tutta la struttura del gameplay di base è quello di Etrian Odyssey. Ci sono labirinti da esplorare e mappare, sconfiggendo mostri si ottengono materiali che sbloccano nuovi armi e sono la fonte di denaro per comprarle, i combattimenti sono con un party da 5 in prima persona vedendo i nemici... Solo che le meccaniche effettive sono quelle dei Persona. I protagonisti hanno tutti una propria Persona principale che definisce il loro ruolo primario al quale si affianca una persona secondaria che offre bonus ai punti vita e magici e fino a 6 abilità extra, gli attacchi sono quelli della serie Persona e gli elementi sono gestiti in modo simile al Press Turn invece che come in Etrian Odyssey. Quando si colpisce la debolezza elementale di un mostro o si ottiene un critico, il successivo attacco avrà priorità massima e avrà costo 0. Non è come ottenere un turno extra, ma il tutto si incastra meglio nell'economia di esplorare i labirinti. In questo modo si riescono a sfruttare al meglio le proprie risorse in battaglia e si dura più a lungo nel dungeon.
Ci sono i FOE di Etrian Odyssey, mostri grossi visibili sulla mappa che svolgono spesso il ruolo di ostacolo insormontabile.
Un elemento nuovo di questo gioco e che mi ha positivamente sorpreso è quello che ogni labirinto è anche un puzzle non solo un luogo da esplorare e superare in modo semplice. Evitare pericolosi FOE attivando elementi ambientali, dover passare nell'ordine giusto sotto delle statue messe in posizioni scomode, dover andare su e giù tra i piani del labirinto per attivare pilastri per aprire e chiudere passaggi.... si tratta di roba semplice, ma che arricchisce l'esplorazione e rende ogni dungeon unico non solo per nemici e visivamente, ma anche per meccaniche. Il lato negativo di questo approccio è che siccome bisogna gironzolare di più per capire cosa fare, si combattono più incontri casuali e dopo un po' hanno incominciato a darmi alla noia devo dire. Volevo solo finire l'enigma, ma no, mostri ovunque ed anche fuggendo si perde tempo..... Almeno nei vicoli ciechi ci sono tante scenette simpatiche, quindi anche quando si sbaglia strada si ha una ricompensa in termini di dialoghi tra i personaggi.
Il gioco è anche bello tosto, forse più di un Etrian per certi versi, perché i protagonisti non hanno classi con abilità, ma sono delle semplici statistiche che dispongono di attacchi, quindi non è possibile come negli Etrian ottenere dei party che scombano tra di loro a livelli alti. Qui il livello di sfida è mantenuto costante per tutta l'avventura.
Ci sono inoltre molte richieste e missioni da compiere per potenziare a modo il proprio party, e sbloccare l'equipaggiamento migliore per tutti è un'impresa che richiede tempo e volontà, quindi ha i soliti elementi che fanno l'occhiolino ai grinder e power gamer.

Lo stile grafico dei personaggi può piacere o meno, io lo trovo adorabile e adeguato a questo spin off. A livello musicale c'è davvero poco da dire se non fare i complimenti a chi ha composto la colonna sonora, come al solito per i giochi Persona o Etrian.

Insomma, un prodotto solidissimo che fonde bene due saghe tipiche dell'Atlus offrendo piacere per i fan di entrambe le parti. Non eccelle sotto nessun aspetto, non è particolare, è meno profondo dei titoli genitori, ma valido. Da fan di entrambe le saghe, lo approvo. E poi mi dicono che non devo piangere per Tokyo Mirage Session D:

Stay Classy, Internet.

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