Grand Theft Auto V - Recensione


Piattaforma: PC (giocata)/PS4/Xbox One/PS3/Xbox 360 Data di uscita: 2013 (PS3/360), 2014 (PS4,One), 2015(PC)

Si l'ho recuperato un po' in ritardo, ma a volte capita così!

Un cast squilibrato
Come sempre politicamente scorrettissimo
Devo dire, in generale le storie dei GTA non mi hanno mai entusiasmato troppo. Sono storie di malviventi, di criminali, ma a mio parere troppo caricaturali e satiriche per essere interessanti. Preferisco il lavoro fatto con i giochi della serie Mafia per dire. Poi li ho sempre visto come giochi da cazzeggio dagli amici per la loro natura sandbox. Questo GTA invece mi ha preso molto di più dei precedenti, sia per il cast che per la storia dietro tutto. Il punto di forza di questo capitolo sta nell'aver implementato un cast a tre personaggi.
Le scelte commesse nel passato spesso possono tornare a prenderci a calci nel culo nel presente. Michael Townley era un rapinatore di banche che terminò la sua gloriosa carriera un 10 anni prima del "presente" del gioco, con una mossa alquanto azzardata. La sua vita attuale è quella di un padre di una famiglia disfunzionale, divisa tra consumo di alcol e visione di film anni '80. Nella sua vita di tutti i giorni entrano gli altri due protagonisti. Franklin Clinton è un "nigga" delle gang di Los Santos che si ritrova a recuperare un'auto appartenente al figlio di Michael. I due appianano velocemente l'ostilità ed inizia un rapporto di mentore-apprendista tra i due.
Il terzo elemento è Trevor Philips, un ex aviatore divenuto bandito completamente squilibrato mentalmente. Vecchia conoscenza di Michael, era con lui nell'ultimo colpo, ma lo credeva morto.
Il protagonista principale delle vicende è Michael. La maggior parte delle missioni principali vede lui al centro dell'attenzione e tutta la storia si regge sul suo passato e sulle sue decisioni prese dieci anni prima. Come sempre la maggior parte della narrazione avverrà via telefono e lungo i vari viaggi in auto, più che nelle cutscene cinematiche, sempre brevi e mai moleste.
Velocemente i tre si ritrovano coinvolti in un insieme di disavventure e collaborazioni con la FIB (l'FBI del mondo di GTA) ed altri personaggi eccentrici, cercando di sfuggire al proprio passato.
Tutte le storie dei GTA sono un mettersi nei casini e poi passare il 90% del gioco cercando di saltarne fuori, ma se negli altri casi è un lavoro in solitaria con NPC che possono annoiare o meno, qui è il rapporto totalmente confusionario tra i tre protagonisti che rafforza tutte le vicende. Spesso uno dei tre crea un problema che gli altri dovranno risolvere, oppure i problemi di uno solo finiscono per portare nel baratro gli altri due.
In teoria sono dei personaggi odiosi, con delle personalità terribili, tranne Franklin, ma è proprio questo che ti fa affezionare a loro. Come a dei cani più che a degli umani, ma il risultato è comunque una miglior immersione nella storia. I personaggi hanno anche un certo arco narrativo nel quale provano ad evolversi un po', con Michael che cambia un pelo di più, specie nei confronti della sua famiglia.
Anche tutti i vari comprimari e personaggi delle missioni secondarie sono eccentrici, unici e memorabili.
Ad oggi, essendo l'unico GTA che mi ha fatto appassionare alla trama, gli posso riconoscere tanti meriti.
Come al solito troverete anche una bella satira/commentario della nostra società, ben scritto ed adulto.

L'attenzione per il dettaglio
Il modello di guida è migliorato parecchio
L'aspetto come sempre più impressionante dei lavori di Rockstar è l'attenzione al dettaglio. GTA V non è da meno e ci sono state troppe volte che il mio cervello è esploso solamente per il fatto di ritrovarmi a guardare o ascoltare a dei particolari. I dialoghi delle missioni hanno quasi tutte due set, con il secondo che si sentirà in caso di morte e ricarica dal checkpoint per non annoiare il giocatore, le ciabatte dei protagonisti hanno la fisica adeguata e fanno flip flop, quando un'auto si spegne si sente il rumore del motore che vibra e cala di intensità, c'è un intero internet ricreato all'interno del gioco, se si segue un NPC donna per un po' chiameranno la polizia per stalking, è possibile fermare le auto sparando al serbatoio e lasciandolo svuotare, se si ruba il taxi a qualcuno che stava aspettando questo si incazzerà col giocatore....
No, davvero ce ne sono troppe da segnalare, da vedere e da vivere. I ragazzi di Rockstar sono maniaci tanto quanto i protagonisti della storia per creare un gioco così dettagliato e reattivo. Molti di questi elementi c'erano già nel quarto capitolo, ma qui sono più raffinati ed all'ennesima potenza. Non oso immaginare cosa potranno fare con un gioco totalmente su PS4/One.

Su tutto questo si innescano le solite meccaniche della serie. Ruba le auto, modificale, vai a zonzo, sfuggi alla polizia, spara qui e lì, fai minigiochi di attività secondarie, compra e modifica armi e via dicendo. Fortunatamente non ci sono più le telefonate moleste come in GTAIV, quindi tutto va alla velocità del giocatore e nulla lo interrompe, rendendo l'esperienza in genere molto più piacevole. È sparita anche la meccanica delle ragazze presente in altri capitoli, perché qui ha poco senso a livello di trama, visto che Michael è sposato e gli altri due non sono propriamente interessati a questo. 
Quello che è rimasto è uno shooting ed un driving sempre un po' approssimativi ma migliorati e diversificati sui tre protagonisti. Ognuno di essi ha delle statistiche ed un potere speciale, che piegano le variabili di gioco in loro favore/sfavore.
Michael è il tiratore migliore. Con lui le armi avranno minor rinculo, si ricaricheranno più velocemente e si potranno portare più munizioni. La sua abilità speciale è un semplice bullet time. L'utilità di questa abilità quando si spara con un controller è elevata, in quanto da il tempo per mettere a segno colpi alla testa. Se si usa mouse e tastiera è sprecata, in quanto il mouse offre di base un livello di precisione infinitamente superiore. Io ho giocato principalmente con il controller per gli input analogici per guidare ed andare a piedi, ma quando avevo problemi nello sparare, mi è bastato passare al volo al mouse per obliterare qualsiasi senso di sfida, con ogni personaggio.
Franklin è invece il pilota di auto. Con lui le auto perderanno meno il controllo e la sua abilità permette di rallentare il tempo alla guida e di annullare completamente l'inerzia dell'auto, permettendo sterzate a piena velocità come se si andasse invece al minimo, o di frenare immediatamente senza effetti collaterali. Gli inseguimenti con lui sono un piacere.
Trevor invece è buono a menare le mani ed a pilotare mezzi volanti. Il suo potere è una specie di ira barbarica: le sue armi infliggeranno più danni, uccidendo facilmente anche senza colpi alla testa anche nemici corazzati e riceverà meno danni per la durata del potere. Ottimo per caricare a testa bassa.
Le missioni più belle di GTA V sono quelle che vedono i tre protagonisti agire insieme ma in modi separati. Di base il gioco permette di passare da un protagonista all'altro durante la modalità sandbox, con un minimo ritardo ed una bellissima visuale a volo d'uccello. Durante le missioni questo cambio è veloce, indolore e non interrompe minimamente l'azione. Sarà spesso diretto dal tempo della missione, ma è sempre fatto al momento giusto ed aiuta immensamente nel design delle missioni stesse. Passare da un Trevor in mezzo ai nemici ad un Michael che cecchina dalla distanza, per poi fuggire in auto con Frenklin è fantastico, mette in risalto le forze meccaniche di ogni personaggio.
Che poi anche qui... Michael ha un iPhone, Franklin un Android e Trevol un Windows phone, o perlomeno gli equivalenti nel mondo di GTA. Il livello di personalità si esprime anche da questi dettagli.

Le missioni più belle sono gli Heist, le rapine. Anche se nella storia molte di queste missioni sono forzate dai contatti FIB e non sono genuine rapine, sono comunque interessanti da fare. Si sceglierà tra due approcci diversi, di solito uno più pacato e stealth ed uno più diretto ed esplosivo, si preparerà il piano recuperando gli oggetti e la ciurma necessaria e poi si metterà tutto in atto. Questi bivi sono molto belli e possono portare a missioni molto diverse per stile ed esecuzione e reinvogliano al replay per provare l'altro approccio. 

Corri i5, corri!!!
Le foto panoramiche sono grandiose

Graficamente il gioco si mostra in doppia luce. Se da un lato la sua natura di gioco old gen si vede per via degli asset a basso numero di poligoni, su PC le texture in alta risoluzione ed i 60fps donano al gioco nuova vita e me tirano fuori il meglio. Il vero collo di bottiglia diventa il processore quando si inizia a chiedere molto al gioco. Il mio i5 era spesso impegnato al 100% e la Gtx 970 risultava quindi sottoutilizzata. Con una combinazione di settaggi ultra ed alti il risultato però era notevole ed quasi sempre ai 60fps. Il gioco è pieno di opzioni ed è largamente scalabile. Un ottimo port, non come GTAIV!

Le tante cose da fare, il sandbox che reagisce al giocatore in modo vivo e dettagliato ed una storia che mi ha convinto, sparano questo GTA V dritto nei miri giochi preferiti di sempre. Non nella top 9, ma lo ricorderò con grande piacere.


Stay Classy, Internet

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