I videogiochi dei papà: come i videogiochi crescono con noi.

Avete notato un pattern nelle storie dei videogiochi negli ultimi anni?

I tempi cambiano ed i videogiochi, essendo creati da persone e non da macchine, cambiano con essi.






Ogni tanto mi viene da riflettere un po' sulla mia vita e quella degli altri, capita un po' a tutti. E ripensi a quando si era bambini, al periodo del liceo, alle avventure giovanili e quant'altro e poi guardi dove sei oggi, cosa hai fatto e combinato, cosa sei diventato.
Ora, onestamente tutti questi problemoni non me li faccio ancora, ho 26 anni, sono ancora nel turbine universitario e non ho un futuro particolarmente pianificato.
Tra tutti gli eventi che accadono nella vita di una persona, uno dei più importanti, dei più topici, è quello che riguarda la creazione di una famiglia, con corrispettiva nascita di un figlio. Emergono nuovi sentimenti nell'uomo, un senso di protezione ed amore per la propria progenie che è un motore emotivo non indifferente.
Quando si è giovani, il motore emotivo è più semplice: la gnagna. O il fringuello se si è del gentil sesso. O a ruoli invertiti se si è homosexual. In ogni caso, la pulsione principale è quella di fare impressione per conquistare qualcun altro.

Una cosa è certa, un sacco di programmatori hanno avuto questo passaggio nella propria vita e si vede.
I Naughty Dog sono un bell'esempio. Era PS1 e PS2, fanno giochi fuffi, colorati, con eroi cartooneschi e senza troppi pensieri. Poi con la serie di Uncharted iniziano con un senso di avventura per poi finire con il quarto capitolo dove l'avventura si scontra con la "realtà" della vita che ti ferma, che ti rende sedentario. E come dimenticare The Last of Us, dove tutto il viaggio è praticamente mosso dal sentimento di un padre verso una figlia?

Altri esempi recenti di saghe che hanno virato su questa strada sono The Witcher e Fallout.
Nei videogiochi dello strigo Geralt abbiamo un primo episodio mosso dalle azioni di un cattivo che vuole fare cose brutte, il secondo è una complessa storia politica che ci attanaglia nostro malgrado, il terzo capitolo è una storia di un padre che fa di tutto per ritrovare sua figlia e portarla in salvo. E lo spessore emotivo tra i due personaggi mette molto in mostra la loro relazione, fatta non solo di parole, ma anche e soprattutto di sguardi e movenze.
I Fallout in mano alla Bethesda ci hanno prima messo alla ricerca di nostro padre in Fallout 3 e poi hanno invertito completamente la storia, mettendoci nei panni di un padre o madre alla ricerca di nostro figlio, sottratto da ignoti ed oscuri figuri.
Anche Bioshock Infinite mette in primo piano una relazione dei protagonisti non amorosa da cavaliere che va a salvare la donzella, ma più da figura protettiva paterna.

Anche lo scrittore peggiore del mondo, David Cage (no beh, esagero, fa schifo ma non così tanto), ha avuto in Heavy Rain e Beyond Two Souls molte sequenze dove la figura paterna ed il loro attaccamento ai figli è il drive di molte azioni e queste possono risuonare con il giocatore.
Sullo stesso stile di gioco c'è Walking Dead dei Telltale, dove il rapporto del protagonista con la piccola Clementine (almeno nella prima stagione) è fondamentale nell'intreccio dei personaggi.

E che dire di questo E3? Dopo anni di massacri ed uccisioni senza senso, Kratos della serie God of War si ritrova anche lui con un figlio e tutto il suo odio è nuovamente focalizzato nella protezione del pargolo, invece che contro tutti e tutto.

Oltre al fatto che i programmatori stessi ora sono vetusti, c'è da dire che il maggior numero di videogiocatori al mondo si attesta nella fascia dai 20 ai 35 anni, quindi che bazzicano dalla zona di uscita dalla tempesta ormonale alla fase di "cerchiamo di capire cosa fare della mia vita e casomai accasiamoci",  ed avere più videogiochi che colpiscono questa fascia di sentimenti è naturale.
Tutto questo fatto principalmente da sviluppatori occidentali, mentre i giapponesi rimangono fermi con i loro lavori teen angs per tutta la durata della loro vita.

Io posso solo dire che mano a mano che divento più vecchio, apprezzo sempre di più la presenza di queste opere nel media videoludico.

Stay Classy, Internet.

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