Killer is Dead: Recensione


Piattaforma: Ps3/PC(giocata) Data di uscita: Agosto 2013 (console)/Maggio 2014 (PC)
La cosa che c’è da chiedersi è la seguente: può una cosa schifosa piacere lo stesso?
Perché mi sto facendo questa domanda? Eh, leggete un po’ qua sotto.

Suda 51 è uno dei game designer più eccentrici sulla piazza giapponese.
Da un punto di vista narrativo e di stile, i suoi lavori sono sempre al top, presentandoci personaggi eccentrici e con un design unico e ricercato. Questi ovviamente si prestano ad essere amati ed odiati in base ai gusti personali. Il problema oggettivo dei suoi giochi è il gameplay e l’aspetto tecnico, mai sempre riuscito e spesso sottotono. Io sono uno di quelli che bellamente ignora i problemi legati a questi ultimi due elementi del gioco perché i primi mi intrippano troppo.
Killer is Dead è un’altra opera polarizzante, che deluderà molti, ma allo stesso tempo incanterà.

Mondo Zappa
Il protagonista delle vicende si chiama Mondo Zappa e già solo il nome dovrebbe bastare ad indicare l’eccentricità del gioco. Egli lavora per un’associazione governativa che dà la caccia a killer spietati, così da creare il detto “Killer is Dead” a lavoro compiuto. La storia…… eh. Appare random, con molti elementi che rimangono non spiegati che i giocatori dovranno capire da se dove possono. Le missioni della trama appaiono a tratti legate, ad altri slegate, con il protagonista che rompe spesso la quarta parete e che si comporta in modo molto “prima sparo e poi faccio le domande” con molti spiegoni dei cattivi interrotti apposta dalla sua poca pazienza. Quasi a farlo apposta. Senza il quasi, va.
La storia, momento per momento vi prenderà, in quanto ogni livello ha un tema specifico ed il boss da affrontare è spesso carismatico, bizzarro e divertente da affrontare e vedere in azione, in stile molto simile a No More Heroes. I momenti epici abbondano ed un paio di scenari o frasi vi rimarranno impresse in base alla vostra sensibilità personale.
Purtroppo, per chi si aspetta un racconto coerente, che svela tutti i segreti nel suo finale e lineare…. Beh rimarrà largamente deluso. Chi invece è più aperto a intrufolarsi in brevi vignette random alla Sio, lo apprezzerà di più.

Hack & Slash & Ecchi



Il gioco è un Hack & Slash di quelli basati sulla reazione fulminea. Avremo un pulsante adibito agli attacchi, uno alla schivata ed uno alla parata. Questi ultimi 2 sono i più importanti, in quanto eseguire una schivata o parata all’ultimo secondo utile, fornirà un’apertura al protagonista per attaccare liberamente ed infliggere ingenti danni. Il sistema legato alla parata non è disponibile da subito, ma va sbloccato comprando gli appositi talenti.
Il protagonista dispone anche di un braccio robotico che funge da arma a distanza multifunzione.
La difficoltà generale è abbastanza alta e per saltarci fuori bisogna fare buon uso del sistema di schivata. Io l’ho giocato a difficoltà normale e sarà morto solo un paio di volte per errori miei.
Ogni missione sarà valutata con dei voti, che influenzeranno il numero di soldi ricevuti, che serviranno poi per comprare vari tipi di oggetti in uno shop.
Il combattimento in se tende ad essere abbastanza spettacolare e veloce. Le movenze del personaggio sono legate al moltiplicatore che si raggiunge in battaglia e più questo è alto e più il protagonista inizierà a piroettare come un matto ad ogni attacco. Eseguire schivate al momento giusto per continuare l’offensiva è molto galvanizzante e premia i giocatori abili. Il problema però è che il sistema non si distingue per nulla dalla massa. Ha un sistema di esecuzioni che permette di ottenere bonus da ogni nemico ucciso in tal modo a scelta del giocatore, ha degli oggetti che si recuperano sul campo di battaglia che aumentano vita, energia o sono semplicemente punti da spendere per migliorare le proprie capacità…. Ma nessun sistema è veramente profondo quanto altri giochi del genere e dopo non molto subentrerà un po’ di noia da routine nell’affrontare i soliti mob, in quanto il proprio protagonista non è in grado di migliorarsi nel prosieguo del gioco per dare al giocatore qualcosa di nuovo da provare.
Quel qualcosa però arriva dal level design e dai boss. Ogni livello ha un twist particolare, un uso strano di qualche abilità, un certo personaggio che fa qualcosa o un elemento di gameplay unico, che verrà presentato in quell’istanza e poi dimenticato per sempre dal resto del gioco. Anche i boss sono molto fantasiosi e, malgrado rispondano tutti al solito schiva-attacca, hanno tutti un qualche twist nel loro pattern in modo da tenere il giocatore sulle spine per la durata dell’incontro.
Questo aspetto ha il vantaggio di andare a sorprendere sempre il giocatore con qualcosa di nuovo, ma amplifica la componente random e fa sembrare il gioco non uniforme, in modo un po’ negativo, come se non avesse mai le idee chiare su quello che vuole fare.
Soprattutto se si prendono in considerazione le missioni Gigolo. Dove il protagonista dovrà guardare, usando occhiali ai raggi X, tette e corpo di donne mozzafiato senza che queste se ne accorgano, per poi presentargli regali e bombarsele. No sul serio, ci sono delle missioni del genere nel gioco. Sono opzionali, ma completandole più volte riceverete vari potenziamenti per il vostro braccio cybernetico. Sono di uno strano come solo i giapponesi sanno fare. Offensive per i soliti noti, semplicemente WTF per me.

Noir. Ma tipo TANTO noir

L’aspetto grafico è particolarissimo. Da un punto di vista tecnico, è grezzissimo, quasi da GameCube, da quello artistico… è quasi peggio per certi versi, in quanto il gioco è eccessivamente scuro e pieno di ombre. Sulla versione PS3 mi dicono dalla regia che c’era un tearing pauroso, ma sulla versione PC il gioco rimane inchiodato graniticamente a 30fps… ci ha il blocco e può essere levato con i soliti smacchinamenti dell’ini, ma onestamente chissene, 30fps granitici vanno benissimo, non è mica un Devil May Cry.
Anche l’aspetto sonoro del gioco funge, con motivi riusciti un po’ ovunque che accompagnano le nostre avventure e soprattutto con la presenza di un certo brano della musica classico riarrangiato per l’occasione. Il combattimento contro il boss finale è una cacofonia straordinaria di design visivo fuori da ogni ragione e di musica pompante, onestamente uno dei migliori combattimenti finali del gioco.
Quindi, alla fine del giro, a me Killer is Dead è piaciuto molto. Ho apprezzato la sua stranezza, le sue battute, il design dei boss, il fantasmagorico combattimento finale ed i tanti momenti random sparsi qui e lì. E me ne sono sbattuto la ciolla del sistema di combattimento mediocre.
Quindi? Volete sostanza? Statene lontani e consideratelo un 5 o 6/10.

Volete stile a frotte e essere midfuckati un po’? Prendetelo in saldo senza rimorsi. Di sicuro non il gioco più riuscito di Suda 51, che per me rimane Killer 7 per stile, ma di sicuro nella parte alta del podio.


Stay Classy, Internet

Nintendo NX e la nuova gen : L'ecosistema.

Tante notizie sulla nuova console Nintendo, la misteriosa NX.

Non si a bene cosa sia passato in testa alla casa di Kyoto quando hanno deciso di sputarne fuori il nome durante la conferenza dell'annuncio dell'alleanza con DeNa.

Avendone parlato in lungo e largo ed avendo seguito un po' tutta la vicenda, spesso ci si ritrova sempre a sentirsi questa domanda: eh ma esattamente te che vuoi da Nintendo?

Considerate questo articolo il mio ricettacolo di idee per portare avanti Nintendo. Con un'introduzione un po' lunga.


Festa Dell'Unicorno 2015 - I Cosplay ed il degrado umano

E quindi si va in giro, come al solito.

Questa volta ad essere visitata è stata la cittadina di Vinci, per via della festa dell'unicorno.

Ma perché mai andare a vinci è un posticino di 15 mila abitanti, che si estende per un'area di 54km^2, praticamente poco più della mappa di Oblivion?

La risposta è semplice: C'era la Nigri. E come si sa, tira più un pel di.....



Batman Arkham Knight - Recensione

AKcover
Piattaforme: PC (giocata) /PS4 / Xbox One Data di uscita: 23 giugno 2015
Batman Arkham Knight è finalmente uscito sul finire di giugno dopo un 6 mesi di rimandi. Questo capitolo è di grande importanza visto il suo essere la conclusione della trilogia dei giochi di Arkham. Si, ho detto trilogia, perché così c’è scritto dietro la scatola, a quanto pare nessuno considera Arkham Origin. Gli sviluppatori Rocksteady ci han messo tutta la loro anima nel portarci la loro ultima fatica, il loro primo gioco next gen e la fine del cavaliere oscuro…… e poi io mi prendo la versione PC. Ed è un porting da far schifo. Superato il terribile impatto iniziale, trovo la forza di giocarlo tutto…. e devo dire, l’aspetto tecnico non è l’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso.
Io sono la vendetta
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L’Arkham Knight non vi stupirà mai.
La storia di Arkham Knight è ambientata qualche tempo dopo il finale di Batman Arkham City. Joker è morto, e le cose sembrano andare come solito. Poi di punto in bianco, lo Spaventapasseri, un nemico di quelli di basso rango tra tutti gli avversari di Batman, si improvvisa cattivone di turno e minaccia di spargere il suo gas della paura in tutta Gotham. In poche ore la città viene evacuata totalmente, lasciandola piena di malviventi. Crane non è da solo in questo, perché si fa aiutare da un esercito attrezzatissimo e pieno di droni da combattimento, comandato dall’Arkham Knight, un misterioso figuro che sembra avere delle questioni personali in sospeso con Batman.
L’assurdità della trama si evince fin dalle prime battute e l’inizio del gioco è estremamente lento, stupido e stereotipato. Mano a mano che si procede con la storia, che dura di per se una decina di ore, questa presenta molti colpi di scena, con un paio purtroppo molto telegrafati, e momenti abbastanza memorabili. Il problema è la costanza della qualità dell’incedere della storia. A volte ci troviamo di fronte a scene così belle e pesanti che lasciano una forte impronta emotiva sul giocatore, altre volte assistiamo a personaggi che fanno scelte di dubbia utilità con dialoghi che arrivano dai peggiori fumetti del pipistrello. Soprattutto Batman. Il cavaliere oscuro può essere descritto come avente una scopa del culo per tutta la durata del gioco. Davvero più intrattabile del solito. Con il suo negare costantemente aiuto, con la sua stupida testardaggine. Il gioco riporta alle luci della ribalta Joker in modo molto sapiente ed astuto ed effettivamente si rafforza ancora l’idea che Batman è un personaggio terribile mentre Joker è la vera star. I suoi dialoghi sono stellari e sempre sul punto e la performance di Riccardo Peroni è perfetta come di consueto. Va detto, salva il pacchetto. Il premio invece per peggior personaggio del gioco va all’Arkham Knight. I suoi dialoghi sono scontati, è un personaggio noioso, fatto di frasi fatte e cliché, che parla, parla, parla e non fa nulla. Quasi quasi preferisco starmi a sentire gli sproloqui di Enigma piuttosto che avere a che fare con lui.
Come ho detto in apertura: questo è un finale della saga. Il finale è potente? Si quello si. C’è da fare il gioco al 100% (si, inclusi gli odiosissimi trofei di Nigma) per vedere una scena extra molto simpatica ed onestamente vale la pena.
Io sono la notte
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La Gravità sarà spesso ignorata dal Bat-Tank
Il gameplay questa volta è duplice, in quanto avremo Batman appiedato ed a bordo della sua fidata Batmobile. Quando saremo a piedi il gioco si comporta esattamente come ogni altro Arkham. Combattimento free-flow tipico della serie, leggermente più raffinato rispetto al passato, con il solito sistema combo per concatenare attacchi e contrattacchi ed infilarci in mezzo delle tecniche da KO immediato molto sceniche. L’utilizzo dei gadget è molto inferiore al passato, con enigmi e puzzle ambientali molto più semplici e molto più radi rispetto al passato. L’enfasi è posta tutta nelle lotte e nella ripulitura delle stanze. Questa cosa mi è dispiaciuta non poco, in quanto una delle cose più belle dei vecchi Arkham era proprio la scoperta e l’uso dei vari gadget per proseguire nella storia. Si userà invece un po’ più spesso tutta la strumentazione extra di Batman, principalmente scanner e computer, per raccogliere prove e ricostruire scene del crimine, per mettere un po’ in mostra il grande detective che c’è in Batman, in modo a mio parere riuscito solo a metà. Alcune sequenze sono molto in autopilota, dove il giocatore deve solo eseguire senza pensare altre invece richiedono la partecipazione attiva e sono invece molto soddisfacenti da risolvere. Anche qui, la qualità non è proprio molto consistente.
In alcuni frangenti Batman combatterà al fianco di Robin o altri. Dai trailer sembrava una feature molto più importante di quanto non lo sia in realtà. Avere un compagno di fianco semplicemente da un’opzione KO scenico in più. Usare i vari aiutanti di Batman però è un buon diversivo.
L’altra parte è quella dedicata alla Batmobile ed è tutta nuova. Ed è terribile. È la cosa meno Batman di tutto il gioco. La macchina ha una modalità alternativa, nella quale si trasforma in un carro armato, con tanto di torretta con cannone da 60mm e minigun. E poi mi dicono per tutto il gioco che Batman non uccide. Il livello di disconnessione tra quello che fa il giocatore e come dovrebbe agire Batman inizia a risultare un po’ sconcertante, specie quando si investe un’auto con dei banditi e questa esplode violentemente per l’impatto….
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Uno dei gadget storici in azione. Notare il glitch grafico nell’acqua
L’Arkham Knight dispone di un esercito di droni, così che Batman può distruggerli senza problemi in quanto sono tutti teleoperati ed il gioco forza tantissimo sezioni di distruggi ogni cosa al giocatore. Queste sezioni non sono molto divertenti, in quanto le opzioni tattiche della Batmobile sono limitate, i nemici sono tanti ed arrivano da tutte le direzioni e stonano parecchio con tutto il resto concettualmente. Batman è sempre stato un personaggio reso forte dal suo confronto faccia a faccia con i suoi nemici. Metterlo in un carro armato per distruggere ondate di droni senza personalità, con solo il chatter dei nemici via radio è uno spreco di tempo e di risorse. Questo si ricollega anche alla natura open world del gioco. Ora ci sono delle missioni secondarie che si basano sul liberare la città ripulendo le torri di controllo ed i posto di blocco dei nemici e distruggere tutte le loro unità. Una cosa noiosissima da fare e che sembra messa lì perché ci deve essere in un gioco open world altrimenti non è tale. Un altro esempio della forzatura e del sovrautilizzo della Batmobile c’è nelle sfide dell’Enigmista. Strane stanze da risolvere facendo cose assurde? Giammai. Per dimostrare il suo intelletto superiore, Nigma ha costruito delle piste enormi per la Batmobile nei sotterranei di Gotham. Nonsense, nonsense puro. Per fortuna le stanze con enigmi ci sono ancora, ma sono dannatamente semplici e ridotte rispetto al passato.
Nelle missioni secondarie c’è qualche twist in più al gameplay ma spesso queste aggiunte risultano essere inutili, come pedinare i camion del Pinguino che risulta fin troppo noioso, o fermare gli uomini di Due Facce prima che svuotino una banca di tutti i suoi averi, con una sorta di fattore fretta, che però non risulta molto efficace per accelerare le azioni del giocatore.
Io sono Batman
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Le texture in bassa risoluzione sono una piaga su PC. Su Console tutto apposto invece.
Tecnicamente il gioco è allo stesso tempo miracoloso e terribile. Miracoloso perché gira ancora su Unreal Engine 3 ed è un gioco senza il minimo caricamento se non quello iniziale e a morte di Batman. La tecnologia di streaming è molto complessa ed infatti funziona solo su console. Su PC, il porting è stato gestito dagli Iron Galaxy, che fecero già il porting di Arkham Origins, stracolmo di bug. In questo caso però i problemi sono solo di natura tecnica. Il gioco consuma un quantitativo di RAM assurdo senza effettivamente farne uso. Se nei primi minuti il gioco sembra funzionare, più si gioca e più le texture in alta definizione per gli ambienti non vengono caricate. Inoltre il gioco gira da schifo a meno che non abbiate una buona macchina. Sulla mia 970 mantengo i 30 fps stabili con ogni effetto abilitato, ma il V-sync implementato nel gioco, così come l’AA sono orridi e bisogno smacchinare un po’ con le impostazioni dei file di configurazione per migliorare la situazione. Considerate che Warner Bros ha bloccato la vendita della versione per PC del gioco ed al momento della scrittura di questa recensione ancora on è stato risolto niente. Tutto questo non mi ha fermato, perché ho avuto un’esperienza stabile.

[Aggiornamento] In Settembre 2015 è uscita una patch correttiva che sistema un po' il gioco. I problemi di texture e caching sono ridotti, ci sono opzioni grafiche aggiuntive ed il gioco gira meglio, riuscendo a stare sui 60 fps sulla mia configurazione. Purtroppo non è un miglioramento per tutti e richiede una macchina con molta RAM per girare davvero bene. Rimane un lavoro non proprio eccelso, ma ora è più godibile rispetto a prima.
Insomma cosa abbiamo qui? Il capitolo finale di una saga, che inserisce roba fuori luogo e la forza sul giocatore, che ha uno script terribile che si salva solo in punti ben specifici e che nasconde il punto di forza del suo gioco dietro ad una montagna di roba inutile. Tutto sommato non è brutto, sa intrattenere e per gli amanti di Batman c’è carne al fuoco e divertimento, solo che come finale, si doveva fare molto di più.
Stay Classy, Internet.

ZTE Z7 mini : Da stock 9.20 a lollipop 3.12 di Cuoco92

Qualcuno forse si ricorda del mio cellulare, recensito qui.
Un Nubia Z7 Mini. Una bella macchina. Qualche pecca, ma nulla di drammatico.

Uno dei suoi problemi era il software. Arrivava con una rom un po' custom ed aggiornare all'originale riportava il cel in Cinese. Dopo un annetto, con l'arrivo della versione ufficiale 3.12 Lollipop, mi sono deciso ad aggiornare. Le guide su internet sono sparse un po' ovunque e trovare l'esatto ordine con il quale fare l'upgrade dalla prima versione del software all'ultima senza far esplodere nulla non è stato molto facile. Quindi scrivo questa "guida" come aggregatore generale delle info sparse qua e là.


Pensieri Sci FI - Tele presenza & Droni.

Eccoci di nuovo con un nuovo post della serie Pensieri Sci-Fi!

Questa volta parleremo un po' del concetto dei droni e della telepresenza nelle avventure sci-fi e come io vedo un po' tutto il concetto. È un tema abbastanza attuale a dire il vero, visto che sta diventando sempre più possibile nella realtà a causa del miglioramento delle tecnologie di realtà virtuale.




Infinity The Game N3 - Tohaa

Ultima fazione, la più recente, un'altra razza aliena che vive del "nemico del mio nemico" nei confronti con gli umani.











Post numero 100 - Beh quindi, che dire?


E questo è il post numero 100.

Quindi commemorativo. YEEEEEEE.

1 anno e mezzo e siamo già a 100 post. Che macchinetta che sono. Si sono. Blog monoautore con pubblico esiguo già a 100 post.

Da qui come si andrà avanti?

Più o meno nello stesso modo, con qualche cambiamento in vista.

Vista la mia propensione a scrivere articoli un po' immortali, cercherò mi migliorare l'indicizzazione del blog, facilitando il recupero di vecchi articoli e favorendo di più un concetto di archivio. Il menù a tendina che c'è ora, malgrado sia carino da vedere, trovo che sia poco flessibile per le mie esigenze che vanno verso la differenziazione berbera di articoli scritti, quindi proverò con un approccio a pagine multiple per organizzare il tutto. Questo aumenterà il carico di lavoro ad ogni articolo pubblicato nel risistemare tutto, ma il risultato dovrebbe essere migliore. Quando questo sarà pronto? Non lo so, spero di farcela prima della stagione autunnale.

Inoltre cercherò di fare un po' di bridging con la mia attività in altri lidi, quindi dopo che avrò approntato il nuovo sistema di indicizzazione vi potrete ritrovare con contenuti "nuovi ma vecchi", ma in quel caso vi avvertirò per tempo.

Ed ora mi tocca chiederlo: feedback? Qualcosa da migliorare secondo chi mi legge e segue? Forse la cosa più utile è quella di incorporare il feedback dei fruitori di questo blog (e la domanda è quella: chi? chi? chiiiiii?)
A questo proposito la domanda che mi attanaglia di più: Implementare o no Disqus nei commenti invece di Blogger?

Stay Classy, Internet. Ai prossimi 100 post!

Metro Last Light Redux - recensione

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Piattaforme: PC(giocata)/Ps4/Xbox One Data di Uscita: 29 agosto 2014
Il seguito di Metro 2033, Last Light fu rilasciato il 14 maggio 2013. Segue il finale cattivo del primo gioco e continua la storia degli abitanti della metro, focalizzandosi un po’ di più sull’aspetto politico umano del mondo. L’impostazione fu molto diversa, con maggior focus spostato sull’azione invece che sulla sopravvivenza. Questo portò ad alienare un po’ alcuni fan del primo Metro, soprattutto per via della scelta di relegare alcune modalità storiche di gameplay a DLC.
Così, insieme alla versione 2033 Redux, 4A games rilasciarono anche una versione Redux di Last Light, andando ad affinare il gameplay ed armonizzarlo con Metro 2033.
Politicando
2015-06-21_00001
Metro 2033 aveva due finali. Uno “buono” ed uno “cattivo”. Last Light segue quello cattivo. Artyom è riuscito nel suo intento di sterminare i nuovi uomini, i Tetri, e si è unito ai Ranger che ora sono stazionati nella base militare D6.
Il mondo della metro sta per essere sconvolto da questa scoperta, con l’Impero e i Rossi (praticamente nazisti e comunisti) che vogliono ottenere il D6 per loro, prenderne le risorse ed usarle per distruggere i loro avversari ed arrivare al potere. Tutto questo si accavalla con la quest personale di Artyom, che dopo aver scoperto che un Tetro è ancora vivo, deve porre fine definitivamente alla sua razza, ma è colpito da dubbi e cerca la redenzione per le sue azioni passate.La storia è fortemente lineare, esattamente come il primo Metro e sarà portata avanti dalle narrazioni fra i capitoli di Artyom e dagli NPC durante le missioni. Tutti i personaggi sono interessanti e sapranno farsi amare ed odiare, con un paio di colpi di scena un po’ scontati forse, ma ben eseguiti.
L’elemento che però la fa da padrone è l’ambiente circostante. I dialoghi tra gli NPC sono come sempre magistrali, di grande naturalezza e sono i veri espositori del mondo. La cura nel dettaglio di ogni singola zona è apparente ed è usata per arricchire l’esperienza del giocatore e per rendere il mondo più vivo che mai. Questo insieme di narrazione lineare ed assorbimento del mondo circostante portano ad avere un’esperienza molto equilibrata che vi terrà piacevolmente impegnati per una decina di ore.

Spartan o Ranger?
2015-06-22_00001
Come accennavo in fase di apertura, Last Light fu criticato per aver preso una deriva più action rispetto al suo predecessore. Se da un lato ha senso da un punto di vista narrativo, ora Artyom fa parte dei Ranger, organizzazione paramilitare ben allenata ed equipaggiata, dall’altro andava a togliere al lato di mondo post apocalittico, con munizioni più abbondanti del solito e molte più situazioni dove bisogna aprirsi la strada a suon di pallottole.
Ora questo problema è stato mitigato in parte dall’armonizzazione delle meccaniche tra i due giochi. Fin da subito si può selezionare la modalità generale di gameplay tra Spartan e Ranger, esattamente come in Metro 2033, con la prima che permette l’uso di 3 armi e dove le munizioni abbondano, mentre la Ranger ripropone lo stile di Metro 2033, con solo 2 armi usabili e risorse scarse. Poi si seleziona la difficoltà, tra normale, difficile, ranger normale e ranger difficile, con le modalità ranger che disabilitano l’HUD per un’immersione migliore.
Mi era già capitato di giocare a Metro Last Light liscio ed effettivamente l’esperienza era diversa da quella del primo capitolo. Giocare il gioco in modalità Ranger però gli dona un nuovo fascino, con gli scontri a fuoco molto più precari e letali, con le scene d’azione più cariche di adrenalina e dove lo stealth diventa un’opzione gradita e preferita. Le bocche da fuoco rimangono sempre tanto e sono largamente personalizzabili, andando a coprire ogni tipo di giocatore. La pistola semi automatica è forse quella meglio uscita. Può diventare una mitraglietta oppure un fucile per distanze medie con i giusti potenziamenti. Il feeling per ogni arma è ottimo e come sempre sono i dettagli che colpiscono. Le animazioni di ricarica di alcune armi sono bellissime e dettagliate, e quasi tutte le armi hanno un qualche tipo di sistema diegetico per comunicare il loro numero di colpi in game. I caricatori dei fucili d’assalto sono trasparenti per esempio, permettendovi di controllare il numero di colpi al volo se si gioca con interfaccia di sabilitata (e credetemi è molto meglio averla disabilitata).
Alcune sezioni che affrontai “gun blazing” nel Metro Liscio, questa volta sono state affrontate con un approccio molto più stealth, con maggior attenzione. Questo ha reso il gioco più appagante personalmente e le maggior opzioni lo rendono molto più flessibile. L’IA umana o dei mostri non è il massimo purtroppo, principalmente per gli ambienti estremamente ristretti dove spesso ci si ritrova a combattere. Solo in alcuni rari casi c’è la possibilità di essere fiancheggiati ed assistere a tattiche nemiche un minimo complesse.
Il gioco rimane estremamente su binari, con una progressione molto chiara e veloce. Questo permette la creazione di molti set pieces e i momenti esplorativi sono perlopiù relagati agli hub cittadini, utili per fare rifornimento, potenziare le proprie armi e per scoprire dettagli sulla vita nella metro. I livelli nascondono comunque dei taccuini da ritrovare che formano un diario completo del viaggio di Artyom, con molte considerazioni personali sugli eventi e personaggi e rappresentano una buona ricompensa per esplorare a fondo ogni livello.
La varietà di cose da fare è elevata. Il gameplay base rimane lo stesso, ma il gioco ha un ritmo estremamente buono che intervalla sapientemente sparatorie su binari, sezioni di sopravvivenza in zone radioattive, sparatorie contro umani, sezioni stealth, riposo in hub e momenti setpiece in modo da non stancare mai e mantiene l’attenzione alta dall’inizio alla fine. Come esperienza in prima persona a giocatore singolo è una delle migliori alle quali abbia mai giocato a mio avviso. La versione Redux ha anche molti DLC inclusi. Tra questi ci sono molti pacchetti missioni, che vi metteranno nei panni di diversi personaggi della storia o di perfetti sconosciuti. Sono molti brevi ma alcuni di questi offrono degli spunti di gameplay unici anche se non sempre riusciti. Una di queste aggiunte vi mette nei panni di un soldato dell’impero con minigun intento a sventagliare orde di nemici… la difficoltà di questo livello è assurda, anche al livello più facile e stanca prestissimo, fortunatamente è anche breve. Altri invece sono più riusciti, come una missione più sandbox che vi chiede di trovare delle risorse in un’area liberamente esplorabile e di riportarle alla metro. La loro presenza è comunque un gradito extra che da valore all’offerta del pacchetto redux.
Same old, same old.
2015-06-25_00003
Da un punto di vista audiovisivo Last Light già girava su una versione migliorata del motore del primo Metro e pertanto non è stato toccato nello stesso modo. Performance migliori con gli effetti PhysX attivi sono forse il miglioramento più evidente, per il resto ci ritroviamo con una versione solo leggermente migliorata qua e là dove serviva in modo non troppo evidente. Non che ce ne fosse bisogno, Metro Last Light è sempre stato visivamente molto appagante, specie nella gestione di luci ed ombre. In questo caso la versione Redux di Metro Last Light non ha molto senso, in quanto i ritocchi ci sono principalmente sul lato gameplay, implementabili anche via patch onestamente, ma preso come insieme nel pacchetto Metro Redux che include il 2033 e Last Light, ha comunque un valore immenso.
Una fantastica avventura in singolo impreziosito ora da una continuità di feeling con il suo predecessore, uno dei migliori FPS in prima persona della scorsa generazione riportato a quella attuale per la gioia di tutti. Io non me lo farei sfuggire.
Stay Classy, Internet