Biennio di videogaming di ruolo: 2014-2015

Il gioco di ruolo.
Forse la mia più grande passione da nerd.
Creare mondi, personaggi e portarli alla vita insieme a gente nerda come te, scherzando e ridendo su ogni cosa, vivendo avventure epiche o sconclusionate.

Il problema di questo hobby è principalmente il tempo da dedicarci e la disponibilità di amici ad intraprendere un qualcosa del genere. Per me oramai è diventato un escapismo che riesco a fare poco solo quando ritorno nella mia amata Terronia. Quassù al Nord, poche balle.


Quindi, c'è poco da sorprendersi se mi ammazzo di videogame di ruolo. Che poi alla fine sono bestie un bel po' diverse dal gioco di ruolo vero, ma ogni gioco riesce ad incanalare almeno un aspetto del gioco da tavolo.

Un po' morti di recente, con i Giapponesi che non riescono più a farne uno decente di grande produzione e con solo 2-3 "sfigati" (Bioware e Bethesda) atti a spartirsi il mercato a colpi di Skyrim e MassEffect e DragonAge.

In realtà i GDR ce ne sono sempre una mezza valanga solo che rasentano il caccume atomico o al massimo la mediocrità, in un mercato che non può permettersi la mediocrità.
Ma il biennio 2014-2015 sembra che possa aggiudicarsi la medaglia di FUCKING AWESOME per quel che riguarda i GDR videoludici, perché ne sono usciti e ne stanno uscendo tanti e molti di estrema qualità.
Ed il PC sta guidando questa rinascita e si conferma ora più che mai come LA piattaforma per gli amanti dei GDR.

Cosa è uscito? Cosa uscirà e quali sono le mia aspettative? Seguitemi in questo MEGAPOST!


Bound By Flame- Recensione


Versione Giocata: PC.
Disponibile anche per: PS3, PS4, 360
Bound by flame è un action rpg prodotto dagli sviluppatori francesi Spiders e pubblicato dalla Focus Home Entertainment. Come se la sono cavati alle prese con il loro primo gioco per la nuova generazione di console?
Un mondo Fantasy che…. Boh
Il gioco è ambientato nel mondo di Vertiel, un’ambientazione fantasy non ben precisata e delineata. Le uniche cose che saprete di questo posto è che i non morti stanno distruggendo tutto e sono comandati dagli Ice Lords. Perché? Boh, il gioco non si prende mai la briga di spiegare i suoi avvenimenti ed ha una Lore poco delineata ed approfondita.
La trama inizia con un gruppo di maghi che cerca, attraverso un rituale, di cambiare la direzione della guerra, ma qualcosa va storto e un demone del fuoco entra nel protagonista, un mercenario un po’ cafone il cui compito era proteggere i maghi durante il suddetto rituale. Grazie a questo nuovo potere e grazie al caso, toccherà a voi sconfiggere gli Ice Lords, scegliendo lungo la via se cedere all’influenza demoniaca dentro di voi oppure rimanere umano ed in controllo della propria mente.
Il sistema di scelte sembra interessante ad un primo sguardo, ma è estremamente sottosviluppato. Le scelte principali sono poche ed alcune hanno poco senso a livello logico/narrativo. Molte scelte secondarie inoltre sono subordinate a quelle principali e vanno in autopilota, togliendo al giocatore la possibilità di ruolare il proprio personaggio.
La trama è estremamente banale, non sembra portare da nessuna parte se non esattamente nel finale ed è costellata di persone che prendono decisioni sbagliate di continuo. La parte finale dell’avventura subisce un’accelerata immensa, che arriva improvvisa dopo il rallentamento all’estremo dei capitoli che precedono il finale e sembra che arrivi a metà gioco. Di sicuro vi sorprenderà, ma non per motivi positivi. I compagni del party e gli NPC ed anche i cattivi, sono tutti dei cliché viventi, non caratterizzati a fondo e ininfluenti nelle vicende di gioco. Solo uno è incastrato alla perfezione nella trama ed è più complesso degli altri, e non sarà difficile capire chi. (Si è la tipa nell’immagine).
Bound by Flame
La quest principale dura circa 8-9 ore, che si estenderanno a 15 circa completando tutte le sidequests, principalmente perché dovrete eseguire un po’ di backtracking nelle varie aree del gioco.
Gli Spiders hanno colpito ancora…..
Il gioco ha un sistema di combattimento derivato da quello di Mars War Logs, quindi buono in principio e pessimo in esecuzione. La base è un sistema di combattimento in tempo reale, con due attacchi primari con l’arma, leggero e pesante, una parata e combinazioni di tasti ai quale assegnare le proprie abilità.
Esistono tre specializzazioni dove il giocatore può spendere punti per migliorare il proprio personaggio: Tank, Ranger e Piromane. Il Tank usa armi pesanti, può pararsi da quasi tutti gli attacchi e può eseguire contrattacchi e rompere difese avversarie. Il ranger usa due daghe, attacca velocissimo ed ha a disposizione una schivata. Il piromane non è una forma di combattimento vera e propria, ma sviluppa le magie di fuoco utilizzabili sia in stile Ranger che Tank. Il gioco sembra incoraggiare l’uso di tutti e tre gli stili, grazie al fatto che si hanno sempre le magie a disposizione e che lo stile ranger e tank sono intercambiabili in ogni momento con la semplice pressione di un tasto. Il problema è che nel gioco non ci sono abbastanza punti abilità per sviluppare tutti gli alberi allo stesso modo, quindi meglio concentrarsi su un solo ramo ed averne uno di appoggio.
Bound by Flame
L’evoluzione del personaggio è molto anticlimatica. Partirete con 100 punti vita e arriverete se va bene a 120 punti vita. I nemici avranno sempre tanta più vita di voi e potranno uccidervi con facilità tanto all’inizio del gioco quanto alla fine.
Il gioco ha un sistema di crafting abbastanza ben fatto anche se semplice. È possibile potenziare armi ed armature e produrre pozioni, trappole e quant’altro. Purtroppo l’impatto dei potenziamenti non è molto percettibile poiché cambiano i valori di pochi punti percentuale, che applicati a valori numerici bassi causano variazioni marginali. Rimarrete pezzente dall’inizio alla fine, senza mai avere una forte sensazione di avanzamento.
In battaglia potrete avere uno dei vostri compagni come supporto, ognuno con le sue abilità specifiche. Purtroppo la loro IA è pessima e sono fragilissimi quindi la loro utilità è estremamente limitata e tutto il peso del combattimento ricade solo su di voi.
Il gioco a livello di struttura è identico a The Witcher 2. L’avanzare della trama vi porterà in nuove macroaree di gioco, tutte che presentano una zona sicura con NPC e mercanti e multiple zone con nemici. Tutte le aree sono alquanto piccole e sono semplicemente dei corridoi mimetizzati, a volte neanche tanto bene, dando l’effetto di essere in un dungeon per tutta la durata del gioco.
Bound by Flame
Produzione AAA o Indie?
Il gioco ha uno strano rapporto con la grafica. Su PC il gioco ha ottime texture ad alta risoluzione per i personaggi principali e alcune meno belle per gli ambienti, ma il risultato è più che buono. Il resto è alquanto mediocre. Le animazioni sono un po’ ridicole, il combattimento non ha il giusto feeling fisico, gli effetti particellari e le ombre sono nella norma… quello che veramente è strano è l’utilizzo delle risorse da parte del gioco.
Su PC carica tutto sulla GPU e schede da 500€ non riescono a farlo girare al massimo. (Parlo a gioco appena uscito, senza patch ulteriori). Il processore invece, appare inutilizzato, andando raramente sopra il 20% del carico durante il gameplay. Questo porta ad un framerate ballerino senza un vero motivo.
Da un punto di vista artistico il gioco è la festa della banalità e della piattezza. Non c’è nulla che salta agli occhi come originale o particolarmente ben ispirato. Esattamente come i personaggi, anche la grafica è un cliché. L’unica nota positiva è la cura riposta nella trasformazione del vostro personaggio qualora diverrete impossessati dal demone del fuoco. Avrete corna, non potrete indossare elmetti e il vostro petto sarà in fiamme.
Le musiche sono invece belle e ben fatte, ma nulla che vi rimarrà in testa. Svolgono bene la loro funzione di accompagnamento e sono funzionali. Il doppiaggio è invece un po’ sottotono. Non brilla nessuna voce ed un paio dimostrano capacità interpretative davvero pessime. Anche i personaggi meglio doppiati purtroppo non riescono a salvare la mediocrità dello script.
Bound by Flame
Commento finale
Gli Spiders ci riprovano ancora e non riescono ad elevarsi dalla mediocrità che li caratterizza. Un po’ è un peccato, questo RPG è arrivato in un periodo molto scarno per la nuova generazione e sarebbe potuto essere il primo giocone RPG next gen su PS4 ed invece ci ritroviamo con una mezza ciofeca.
“Non ragionar di lor, ma guarda e passa”, diceva qualcuno….

Stay Classy, Internet

In Difesa di Dragon Age 2

Dragon Age Inquisition si sta avvicinando. Di recente un bel video di 16 minuti è stato rilasciato con commentario del direttore creativo della saga di Dragon Age, Mike Laidlaw.
E via di commenti di ogni tipo: speriamo non sia la cagata come il 2, speriamo sia più simile ad Origins, sembra essere cinematico come il 2 e tanto scetticismo perché dopo Origins han toppato con DAII....

Ma il 2 faceva così tanto schifo? Il suo Metacritic è abbastanza alto, seduto sull'ottantina di punti, mentre quello del pubblico siede sui 40 punti o meno, a seconda della versione.

Io e il Torre abbiamo impressioni abbastanza positive su Dragon Age II, e quindi, in vista di tutto le discussioni che si stanno generando nella saga, ho pensato di scrivere un pezzo in "difesa" di quello che è un titolo un po' troppo trattato male a priori. O perlomeno, vediamo di analizzare un po' più criticamente i suoi aspetti.


Transistor - Recensione

Transistor
Versione giocata: PC
Disponibile anche per: PS4
Transistor è il secondo gioco dei Supergiant Games, famosi per aver portato alla luce il gioco Bastion, ammaliatore di pubblico e critica per la sua visione artistica e per la sua narrazione unita al gameplay.
Transistor è un “more of the same” o qualcosa di più?
Quella nuvola somiglia a….
Il gioco si apre in medias res. La protagonista, Red, si troverà ad estrarre una spada luminosa e parlante dal corpo di una persona. La spada in questione è il titolare Transistor, cardine centrale della narrativa.
La città dove il gioco è ambientato è chiamata CloudBank ed è una città dove tutto è possibile, dove ogni cosa può essere plasmata con grande facilità. Una città senza passato, dove la popolazione non si adatta al mondo, ma dove il mondo si adatta alla volontà della popolazione. Un’ambientazione unica che sembra reale ed onirica allo stesso rempo.
Transistor
La città è sotto attacco dal Processo, un gruppo di robot intenzionata a distruggere tutto. Perché? Quando? Dove?
Il gioco inizia con tantissime domande, con il giocatore ignorante di tutto e tutti. Ogni elemento della storia ed ambientazione verrà svelato ad un ritmo adeguato, lasciandovi abbastanza informazioni per formulare ipotesi, ma non abbastanza per sapere tutto, così da spingere il giocatore ad avanzare per pura curiosità. Il finale del gioco è estremamente potente e possibilmente divisorio. Riesce a concludere l’avventura in modo netto e preciso e allo stesso tempo a lasciare abbastanza punti aperti che il giocatore è chiamato a chiudere con la propria immaginazione.
Un impatto audiovisivo da urlo
La prima cosa che vi colpirà, violentemente e ripetutamente, di Transistor è la sua presentazione audiovisiva.
Il gioco è letteralmente fantastico. La cura per il dettaglio, le scelte cromatiche, le animazioni fluide: tutto forma un insieme straordinario, superiore a quello visto in Bastion. Lo stile è un mix tra il Cyberpunk e l’Art Déco, mai scontato e visivamente di forte impatto.
Anche l’audio è fenomenale. Logan Cunningham ritorna a dare la sua voce, questa volta in modo leggermente diverso. Invece di un narratore fuori scena, questa volta la sua voce è quella del Transistor. Quindi più che narrare, commenta quello che succede in tempo reale, con un tono molto più personale rispetto al narratore di Bastion.
Le musiche sono ancora una volta composte da Darren Korb con la voce di Ashley Barret nella tracce cantate. Sono sempre perfettamente integrate nell’azione del gioco e sottolineano ogni emozione. “We Will all Become” è il singolo del gioco ed è un bellissimo pezzo di musica e rappresenta l’intero tono del gioco.
Praticamente questo gioco è un: “squadra vincente non si cambia”. Questo rafforza ancora di più l’unicità dello stile e dell’esperienza offerta dai Supergiant games.
Transistor
Tante Battaglie
Il gioco è un insieme lineare di livelli che vengono attraversati per esigenza di trama. Questi livelli sono composti di zone dove si svolgono battaglie contro mostri di vario tipo. Questi combattimenti sono visti come incontri separati, con tanto di schermata di ricapitolazione al termine di ognuno ed è necessario completarli tutti per poter avanzare.
Il sistema di combattimento può sembrare a prima vista un qualcosa di riciclato. Si hanno attacchi assegnati ai vari tasti, ci si muove sul campo di battaglia con l’analogico ed è una questione di attaccare e schivare. In realtà il gioco è più complesso di questo, per via di un paio di meccaniche che sono invisibili ad uno sguardo superficiale.
Per prima cosa abbiamo un personaggio non predisposto al combattimento, quindi incapace di effettuare schivate e lento nel muoversi nel campo di battaglia pieno di nemici infinitamente più agili. Questa anomalia per un action moderno è corretta dalla seconda caratteristica: la “pausa tattica”. Premendo un apposito pulsante il tempo si ferma e si ha un certo carburante da usare per pianificare movimenti ed azioni. Alla ripressione del pulsante, tutte le azioni da noi programmate verranno eseguite a velocità altissima. Dopo questo si rimarrà brevemente vulnerabili per qualche secondo, con l’impossibilità di eseguire qualsiasi azione. Quindi si arriva ad alternare momenti di offensiva fulminea pura a momenti di fuga per il cooldown. Il ritmo che si crea è particolare e non è mai frustrante.
Il sistema è alquanto complesso da spiegare in modo semplice onestamente, ma giocandoci è estremamente chiaro ed immediato.
Il sistema di skill è anche molto complesso. Il Transistor assorbirà le anime di persone decedute che si trovano lungo i livelli e le convertirà in abilità.
Ogni abilità può essere usata in 3 modi diversi. Il primo modo di utilizzo è come abilità attiva, in uno dei 4 slot a disposizione. Quando sono attive esse sono attacchi eseguibili alla pressione dell’apposito comando, ognuno con un suo cooldown. Un altro modo è come modificatori delle abilità attive, cambiando danni, gittata, velocità di attacco o aggiungendo effetti particolari. Oppure ancora come abilità passive, che conferiscono bonus a Red. Le varianti sono davvero tante e mano a mano che si aumenta di livello si sbloccheranno più slot di customizzazione.
Ogni volta che userete le abilità in un nuovo modo, scoprirete nuove informazioni sulla persona legata a quella abilità. Questo è il modo con il quale scoprirete molti aspetti del background e anche alcune storie e personaggi davvero interessanti. Il gioco oltre alla trama principale offre un New Game Plus e delle arene dove mettere alla prova le vostre abilità.
Tutto questo è bello a spiegarlo, ma come si traduce per l’utente?
In divertimento. Tanto divertimento unito all’emozione della scoperta. Cercare le combinazioni che più piacciono, massimizzare attacco e difesa, ottenere effetti e combo particolari e provarli su campo è davvero appagante ed il sistema è estremamente ben bilanciato, con meccaniche dei nemici che variano fino a metà gioco, introducendo un qualcosa di nuovo che vi costringerà a cambiare strategia per poter risultare vittoriosi, oppure a trovare il miglior attacco da spammare all’infinito.
Transistor
Supergiant Games riesce a bissare il risultato del loro primo titolo con un gioco unico, dalla forte estetica e dal gameplay solidissimo. Unica vera pecca è la durata. Davvero molto breve, si attesta sulle 5 ore. 5 ore indimenticabili sia chiaro, ma pur sempre 5 ore.

Stay Classy Internet

Quando l'Italia decide di fare videogiochi - New Game Designer 2014

Il dì 1° Luglio 2014, presso l'università statale di Milano si è tenuto il new game designer 2014, manifestazione a tutto tondo sul videogaming.

Essendo stazionato in Emilia Romagna, un saltino a Milano è possibile senza troppa fatica e quindi mi sono imbarcato insieme alla crew del Prophet Network per andare a vedere di che si trattava.


Il tempo a disposizione è stato quello che è stato, con la manifestazione che è durata dalle 14.30 alle 19.00, ma i treni e i tempi di viaggio impongono ritmi diversi, che ci hanno permesso solo di svolazzare un po' su tutto.

Cosa è successo?

Cronache dal Backlog - The Last Remnant e Project X Zone

E dal mio Backlog arrivano altri due giochi completati!
The Last Remnant su PC e Project X Zone su 3DS!

Una fatica boia per due giochi apparentemente normali, ma in grado di distruggervi mentalmente e fisicamente!