Perché in CO-OP è mejo!

Ed eccoooo....ME!
Qualcuno può forse negarlo?
Praticamente qualsiasi cosa (un gioco, un lavoro, un'orgia..) diventa immediatamente più divertente se non si è da soli, in particolare se accompagnati da un amico che condivide le stesse passioni( o da un unicorno, che io vi sconsiglio caldamente).
Ed è per questo che assieme al buon CapRichard, ci sarò anche io a "reggere il mocciolo" di questo blog.
Mi presento: mi chiamo Alessandro, ho 22 anni e sono un sempliciotto qualunque con la passione dei videogames, come qualunque ometto che passi di qui per leggere gli articoli contenuti in questo covo di matti.

Le domande ora sono 2:

  1. Che ci frega di chi sei? Ottima domanda, vai con la prossima;
  2. Perché parlare di Co-op in apertura? Semplice: Nostalgia.

Si, avete letto bene, nostalgia. Di cosa? beh...del divertimento che si provava qualche anno fa nel giocare in multy locale con gli amici, divertimento che ormai sta per venire dimenticato del tutto con l'avvento della nuova generazione, dopo un lento ma inesorabile deterioramento durato tutta la scorsa gen (ps3 e xbox360).

Quando tutti eravamo attaccati alla stessa tv a tirar calci a quello di fianco per farlo uscire di pista, quando per chiedere aiuto non mandavamo un "trillo" o un messaggio, ma bastava dire "A stronzo!" per cambiare le sorti di una partita iniziata male....non era forse più..bello?..più..immediato? più...cooperativo?

Per l'amor di dio, non sono uno di quelli che vede l'online come il "MALEEE" su questa terra, anzi, in molti giochi lo trovo perfetto e ben implementato, solo vorrei che il multy locale godesse ancora della stessa attenzione di cui godeva anni fa.
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Ricordo benissimo il periodo in cui giocavo spessissimo al Gamecube con i miei amici: eravamo bambocci stupidi e non capivamo nulla di videogames, ma una partita a smash bros diventava ogni volta qualcosa di epico, qualcosa che oggi non riesco quasi più a provare, a parte casi sporadici.
L'unico modo che abbiamo per far rivivere questo periodo è il ritrovarsi ancora oggi, dopo una decina d'anni dall'uscita del cubetto, a giocare agli stessi giochi in cui perdevamo centinaia di ore della nostra giovinezza, nel tentativo di riacquistare un po' di quella spensieratezza che la parola "videogioco" possedeva allora.

Sarebbe bello poter ancora dire "venite a casa mia che abbiamo l'imbarazzo della scelta", oppure "Dai vieni che lo finiamo, per dindirindina!" o, semplicemente, sarebbe fantastico poter posare i controller sullo stesso tavolo e ridere insieme del game over davanti a un buon gelato.


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