Transistor - Recensione

Transistor
Versione giocata: PC
Disponibile anche per: PS4
Transistor è il secondo gioco dei Supergiant Games, famosi per aver portato alla luce il gioco Bastion, ammaliatore di pubblico e critica per la sua visione artistica e per la sua narrazione unita al gameplay.
Transistor è un “more of the same” o qualcosa di più?
Quella nuvola somiglia a….
Il gioco si apre in medias res. La protagonista, Red, si troverà ad estrarre una spada luminosa e parlante dal corpo di una persona. La spada in questione è il titolare Transistor, cardine centrale della narrativa.
La città dove il gioco è ambientato è chiamata CloudBank ed è una città dove tutto è possibile, dove ogni cosa può essere plasmata con grande facilità. Una città senza passato, dove la popolazione non si adatta al mondo, ma dove il mondo si adatta alla volontà della popolazione. Un’ambientazione unica che sembra reale ed onirica allo stesso rempo.
Transistor
La città è sotto attacco dal Processo, un gruppo di robot intenzionata a distruggere tutto. Perché? Quando? Dove?
Il gioco inizia con tantissime domande, con il giocatore ignorante di tutto e tutti. Ogni elemento della storia ed ambientazione verrà svelato ad un ritmo adeguato, lasciandovi abbastanza informazioni per formulare ipotesi, ma non abbastanza per sapere tutto, così da spingere il giocatore ad avanzare per pura curiosità. Il finale del gioco è estremamente potente e possibilmente divisorio. Riesce a concludere l’avventura in modo netto e preciso e allo stesso tempo a lasciare abbastanza punti aperti che il giocatore è chiamato a chiudere con la propria immaginazione.
Un impatto audiovisivo da urlo
La prima cosa che vi colpirà, violentemente e ripetutamente, di Transistor è la sua presentazione audiovisiva.
Il gioco è letteralmente fantastico. La cura per il dettaglio, le scelte cromatiche, le animazioni fluide: tutto forma un insieme straordinario, superiore a quello visto in Bastion. Lo stile è un mix tra il Cyberpunk e l’Art Déco, mai scontato e visivamente di forte impatto.
Anche l’audio è fenomenale. Logan Cunningham ritorna a dare la sua voce, questa volta in modo leggermente diverso. Invece di un narratore fuori scena, questa volta la sua voce è quella del Transistor. Quindi più che narrare, commenta quello che succede in tempo reale, con un tono molto più personale rispetto al narratore di Bastion.
Le musiche sono ancora una volta composte da Darren Korb con la voce di Ashley Barret nella tracce cantate. Sono sempre perfettamente integrate nell’azione del gioco e sottolineano ogni emozione. “We Will all Become” è il singolo del gioco ed è un bellissimo pezzo di musica e rappresenta l’intero tono del gioco.
Praticamente questo gioco è un: “squadra vincente non si cambia”. Questo rafforza ancora di più l’unicità dello stile e dell’esperienza offerta dai Supergiant games.
Transistor
Tante Battaglie
Il gioco è un insieme lineare di livelli che vengono attraversati per esigenza di trama. Questi livelli sono composti di zone dove si svolgono battaglie contro mostri di vario tipo. Questi combattimenti sono visti come incontri separati, con tanto di schermata di ricapitolazione al termine di ognuno ed è necessario completarli tutti per poter avanzare.
Il sistema di combattimento può sembrare a prima vista un qualcosa di riciclato. Si hanno attacchi assegnati ai vari tasti, ci si muove sul campo di battaglia con l’analogico ed è una questione di attaccare e schivare. In realtà il gioco è più complesso di questo, per via di un paio di meccaniche che sono invisibili ad uno sguardo superficiale.
Per prima cosa abbiamo un personaggio non predisposto al combattimento, quindi incapace di effettuare schivate e lento nel muoversi nel campo di battaglia pieno di nemici infinitamente più agili. Questa anomalia per un action moderno è corretta dalla seconda caratteristica: la “pausa tattica”. Premendo un apposito pulsante il tempo si ferma e si ha un certo carburante da usare per pianificare movimenti ed azioni. Alla ripressione del pulsante, tutte le azioni da noi programmate verranno eseguite a velocità altissima. Dopo questo si rimarrà brevemente vulnerabili per qualche secondo, con l’impossibilità di eseguire qualsiasi azione. Quindi si arriva ad alternare momenti di offensiva fulminea pura a momenti di fuga per il cooldown. Il ritmo che si crea è particolare e non è mai frustrante.
Il sistema è alquanto complesso da spiegare in modo semplice onestamente, ma giocandoci è estremamente chiaro ed immediato.
Il sistema di skill è anche molto complesso. Il Transistor assorbirà le anime di persone decedute che si trovano lungo i livelli e le convertirà in abilità.
Ogni abilità può essere usata in 3 modi diversi. Il primo modo di utilizzo è come abilità attiva, in uno dei 4 slot a disposizione. Quando sono attive esse sono attacchi eseguibili alla pressione dell’apposito comando, ognuno con un suo cooldown. Un altro modo è come modificatori delle abilità attive, cambiando danni, gittata, velocità di attacco o aggiungendo effetti particolari. Oppure ancora come abilità passive, che conferiscono bonus a Red. Le varianti sono davvero tante e mano a mano che si aumenta di livello si sbloccheranno più slot di customizzazione.
Ogni volta che userete le abilità in un nuovo modo, scoprirete nuove informazioni sulla persona legata a quella abilità. Questo è il modo con il quale scoprirete molti aspetti del background e anche alcune storie e personaggi davvero interessanti. Il gioco oltre alla trama principale offre un New Game Plus e delle arene dove mettere alla prova le vostre abilità.
Tutto questo è bello a spiegarlo, ma come si traduce per l’utente?
In divertimento. Tanto divertimento unito all’emozione della scoperta. Cercare le combinazioni che più piacciono, massimizzare attacco e difesa, ottenere effetti e combo particolari e provarli su campo è davvero appagante ed il sistema è estremamente ben bilanciato, con meccaniche dei nemici che variano fino a metà gioco, introducendo un qualcosa di nuovo che vi costringerà a cambiare strategia per poter risultare vittoriosi, oppure a trovare il miglior attacco da spammare all’infinito.
Transistor
Supergiant Games riesce a bissare il risultato del loro primo titolo con un gioco unico, dalla forte estetica e dal gameplay solidissimo. Unica vera pecca è la durata. Davvero molto breve, si attesta sulle 5 ore. 5 ore indimenticabili sia chiaro, ma pur sempre 5 ore.

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