Valkyria Chronicles - Recensione

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Piattaforma:   Ps3/PC (giocata)  Data di uscita: 2008/2014
La Playstation 3. Console di vecchia generazione oramai che non ho mai posseduto. Ogni tanto ci giochicchiavo da amici, ma è sempre stata poca roba multiplayer o Metal Gear Solid 4. Aveva un paio di giochi che mi interessavano e ho sempre avuto un minimo interesse nel raccattarla. Questi “paio di giochi” erano Valkyria Chronicles e Ni No Kuni. A sorpresa, SEGA, nel 2014, ben 6 anni dopo l’uscita originale, annuncia e rilascia in brevissimo tempo Valkyria Chronicles per PC.
La gioia e lo stupore si dipinge sul volto di numerosissimi giocatori PC, e su tutti coloro i quali avevano aperto un movimento per convincere SEGA a fare porting dei suoi giochi su PC. Alla notizia ho immediatamente recuperato il gioco e mi ci sono fiondato violentamene sopra.
Ho 22 anni
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La storia è un pastiche della seconda guerra mondiale, ridotta in stile giapponese. Ci troviamo nel 1935 in Europa (scritta e pronunciata così in inglese), quando l’Impero dell’est dichiara guerra alla Federazione dell’ovest e nel mezzo invade il principato di Gallia, ricco della risorsa di Ragnite, materiale magico di questo setting che serve letteralmente a tutto. L’invasione ricorda molto quella della Polonia da parte di Hitler, visto che anche in questo caso è caratterizzata da una tattica blietzkrieg. In risposta a questo, il principato di Gallia chiama alle armi la sua popolazione, reclutandoli in una milizia. Questo perché tutta la popolazione di Gallia deve fare il militare di leva e vengono chiamati come soldati in casodi conflitto su larga scala quando l’esercito regolare non basta.
Il primo , forse, grande cambiamento sta nell’età dei protagonisti principali e comprimari. Welkin, studente universitario di scienze naturalistiche, vede la sua città natale invasa dalle forze nemiche e viene arruolato nella milizia. Ha 22 anni, non è il classico protagonista giovane giapponese, stupido e piano di problemi adolescenziali, ma è un uomo cresciuto, con una morale ed idea del mondo già formata e non ha bisogno di crescita all’interno del gioco. Questo aiuta molto a mantenere un tono serioso per tutta la durata dell’avventura. Questo gioco è inoltre forse uno dei pochi, se non l’unico, al quale abbia mai giocato che rende bene l’idea dei campi di concentramento. Infatti, anche in questo mondo esiste la razza discriminata: i Darcsen. Si distinguono molto bene per avere capelli scuri e sono ritenuti responsabili per una catastrofe avvenuta in tempi antichi e da allora non hanno una nazione e vagano in giro per il mondo e sono discriminati da un po’ tutti. Questa tematica è molto classica e la si vede in tantissimi giochi, ma qui è presentata con la giusta dose di verosimilitudine per colpire il cuore del giocatore.
Ovviamente ci troviamo anche di fronte ad elementi un po’ più fantastici, come le titolari Valkyria. Senza scendere troppo nei dettagli, sappiate che questa popolazione antica che sembra essere sparita nel nulla, era tecnologicamente molto avanzata e poteva estrarre energie spropositate dalla Ragnite semplicemente toccandola, facendogli assumere poteri di livelli supereroici. Se in un primo momento questi elementi più fantastici sono assenti, mano a mano che si avanza nella storia diventano sempre più predominanti, ma non arrivano mai a stonare con il resto dell’ambientazione, essendo presentati in modo molto naturale.
Welkin si ritrova ad essere un comandante di carri armati e viene messo a capo della squadra 7, piena di reclute miliziane e grazie alla sua perizia tattica usciranno vittoriosi dalle più varie battaglie. Il gioco segue il sistema Fire Emblem, ovvero ha un numero ristretto di personaggi presenti sempre nei filmati della trama, mentre sul campo di battaglia potrete usufruire di un numero ben nutrito di personaggi dalle personalità più disparate, con discorsi personali che possono emergere solo sul campo di battaglia, relegando quindi la quasi totalità del cast a “comparse”. Tra l’altro il gioco mutua da Fire Emblem un sistema di Permadeath. Se un soldato cade in battaglia e non viene soccorso da un alleato entro tre turni o viene toccato da un nemico, esso muore e sarà perso per sempre. Andare effettivamente a perdere soldati è un po’ difficile e richiede davvero un livello di inesperienza di quelli epocali. Qualsiasi giocatore un minimo navigato riuscirà a finire il gioco senza perdite.
Nell’edizione PC sono presenti anche due capitoli DLC, che vi porteranno in una missione extra con un’altra squadra di Gallia e vi faranno vivere una backstory dalla parte dell’impero nemico. Questo cambio di prospettiva è molto interessante ed aiuta a gettare ancora di più il gioco in una zona morale grigia, invece di attenersi ai soliti canoni “bianco e nero” tipici di questo scenario.
Pronti…. Azione! (a turni)
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Il gioco è un gioco di ruolo strategico a turni con comando dei personaggi in tempo reale. Il sistema risulta un po’ più complesso a spiegare a parole che a vederlo in azione.
Il gioco è presentato come un libro, scritto da una giornalista che ha accompagnato la squadra 7 durante le sue battaglie. Ogni capitolo ha un numero di cutscene da vedere ed 1 o 2 missioni di combattimento.
Ogni missione inizia con una fase di schieramento delle proprie truppe. Di solito si arrivano a schierare un massimo di 9 unità da un pool di 20, quindi vi ritroverete non solo a scegliere i più adatti in base alla situazione, ma anche in base al vostro grado di simpatia verso determinati personaggi. Inoltre, se sulla mappa di gioco avrete delle basi conquistate, potrete far ritirare truppe e schierarne di nuove direttamente da queste basi. Questo è un metodo abusabile per far muovere istantaneamente unità da un punto all’altro della mappa o per ottimizzare gli schieramenti.
Il gioco quindi prosegue con una dinamica a turni. In ogni turno vengono assegnati dei punti comando, che devono essere spesi per far muovere ed attaccare un’unità. Una volta che si seleziona l’unità da comandare, il controllo diventa simile a quello di uno sparatutto in terza persona. Dovrete muovere manualmente il personaggio, metterlo in copertura e mirare verso il nemico e sparare. Se entrerete nel raggio di fuoco di un nemico, questi vi sparerà contro incessantemente, con brevi pause per ricaricare, quindi dovrete prestare estrema attenzione. Su PC, se si gioca a 60 fps, i tempi di reazione dei fuochi di intercettazione si dimezzano, rendendo le sortite estremamente più letali, sia per voi che per i nemici.
I punti di comando non devono per forza essere usati su personaggi diversi, ma possono essere assegnati ripetutamente alla stessa unità. Un uso ripetuto porta ad avere sempre meno punti movimento a disposizione, che ritorneranno al massimo al turno successivo. Il gioco è conscio di questa meccanica ed infatti dispone di un sistema di ranking per ogni missione. Completando le missioni il più velocemente possibile, si ottengono quantitativi elevatissimi di soldi e di esperienza. Per poter ottenere il massimo rank, A, bisogna abusare questo sistema e spesso si finiscono le mappe usando solo 1 o 2 personaggi. Questo procedimento è puro calcolo matematico di efficienza ed ogni mappa è studiata per essere sfruttata in un qualche modo. Ovviamente il gioco è godibilissimo anche senza puntare per forza al rank massimo, ed è piacevole vedere come si presti bene sia ai perfezionisti che ai più casual grazie a questo sistema.
Oltre al sistema tattico, il gioco ha un sacco di variabili legate ai singolo personaggi ed al loro equipaggiamento. Avrete una base alla quale spendere esperienza e soldi. La prima serve ad aumentare i livelli delle varie classi: scout, shocktrooper, lancer, sniper, engineer. Aumentando di livello otterrete nuovi comandi, nuove abilità ed anche nuove armi. Ogni classe ha un ruolo ben definito sul campo di battaglia.
Gli scout sono le truppe con il movimento maggiore e sono armati di fucili semiautomatici di buona precisione. Le Shocktrooper sono gli assaltatori. Lenti nel muoversi, corazzati ed armati di fucile automatico. I Lancer sono i vostri anti corazzati. I cecchini ovviamente sono gli specialisti dalla lunga distanza e gli ingegneri sono i support, in grado di disattivare mine, di riparare i carri armati ed armati di molte granate.
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Inoltre ogni singola truppa ha dei tratti personali che possono o meno aiutare in una missione. Avrete persone con allergia ai pollini, quindi forse è meglio lasciarli a casa in una missione nei boschi, altri invece si trovano a proprio agio nel deserto e così via. Purtroppo questi tratti non hanno un effetto molto marcato sul gameplay, sono più note di colore che veri buff e debuff in grado di cambiare le carte in tavola. Di sicurono aiutano a caratterizzare meglio le comparse del gioco.
I soldi servono per migliorare l’equipaggiamento dei soldati ed il vostro carro, comprando nuove armi e corazze o migliorando quelle esistenti.
L’ho già nominato un paio di volte, ma conviene spendere un paio di parole sull’Edelweiis, il vostro carro armato. Lo avrete schierato in ogni missione, consuma 2 punti comando per muoversi ed è una presenza non da poco sul campo di battaglia. Valkyria Chronicles è forse uno dei pochi giochi che mostra meglio la dicotomia di carro armato con supporto di truppe a piedi. Il carro è forte, invincibile rispetto alla fanteria, ma è lento, ha punti deboli, può ritrovarsi scoperto o con i cingoli a terra dopo un incontro con una mina. Abusarne non porta da nessuna parte, ma è uno strumento fondamentale per sfondare là dove serve. Stesso si applica ai carri avversari. Resistenti e letalisismi se presi frontalmente, dovrete applicare tattiche di accerchiamento se li vorrete vedere distrutti in poco tempo.
Un grandissimo punto a favore del gioco è la grande varietà di missioni. Non ci troveremo di fronte ai soliti: uccidi tutti sulla mappa, anzi, forse quella è la tipologia che si presenta meno volte. Spesso si dovrà catturare la base nemica e riuscire a farlo con rank A è una vera sfida, che spesso vi farà fare delle run con pochissime kill. Altre volte saremo sulla difensiva, altre ancora ci ritroveremo con degli incontri puzzle o missioni multiobiettivo o con cambio di direttive nel loro mezzo, altre con numero di uomini schierato ridotto, altre in notturna con visibilità scarsa, altre con agenti atmosferici… insomma la varietà è di casa ed è l’elemento che riesce a rendere il gioco entusiasmante e coinvolgente dall’inizio alla fine.
Un bellissimo acquerello
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La cosa forse più sorprendente del gioco è il suo motore grafico, il Canvas, che dona una aspetto acquerello a tutto il gioco e la direzione artistica è ispiratissima. Inoltre l’uso di onomatopee a schermo aiuta tantissimo a creare un effetto cartoon. Vedere un carro che si muove, con le scritte “rumble” che appaiono visino al suo motore a Ragnite ad indicarne il ruggito, ha un qualcosa di magico.
Il gioco è leggerissimo e ovviamente “non ottimizzato” per PC, in quanto lavora su un solo core e occupa a malapena il 50% della scheda grafica. Questo permette di forzare i livelli di dettaglio verso l’alto nei modi più disparati, ottenendo comunque prestazioni ottime. Attraverso la Dynamic Super Resolution di Nvidia ad esempio, è possible giocare il gioco a 4k (3840×2160) su un monitor 1080p ed ottenere comunque framerate a 60fps, su macchine di fascia medio-alta di 3-4 anni fa. La pulizia grafica che si ottiene in questo modo migliora non di poco la resa grafica.
La colonna sonora ed il doppiaggio anch’essi sono di ottima fattura ed i temi che sentirete durante le vostre battaglie vi entreranno in testa abbastanza velocemente.
Unico vero neo di questa presentazione è rappresentato dai filmati prerenderizzati, che sono quelli a 720p della PS3. Molto probabilmente non avevano più gli asset originali essendo un gioco di 6 anni fa e quindi ri-renderizzare i video apposta per PC sarebbe stato impossibile. Però l’effetto è alquanto straniante, quando un filmato prerenderizzato è più sporco e pixelloso della grafica di gioco.

Lo ripeto, questo è uno dei giochi per i quali avrei sempre voluto avere una PS3. Riuscire a giocarci ora, con tutte le DLC, a 60fps e con una pulizia grafica fuori scala sembra un sogno. Il gioco è invecchiato benissimo, la storia ed i personaggi rimarranno sempre attuali, il gameplay è così unico da rendere l’esperienza senza tempo, sempre valida.
Consigliatissimo a tutti gli amanti di giochi di ruolo giapponesi e soprattutto di giochi tattici con vena alla Fire Emblem. A 6 anni di distanza, non delude.
Stay Classy, Internet.

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