Far Cry 4 - Recensione


Piattaforma: PC (giocata), PS3, Ps4, Xbox 360, Xbox One Data di uscita: 18 novembre 2014
La ubisoft non riesce proprio a spaziare le sue uscite e quest’anno ci siamo ritrovati con Far Cry 4 a ridosso di Assassin’s Creed Unity. Tra il cercare di finire Dragon Age Inquisition, aspettare la nuova scheda grafica, ecco che ci ritroviamo qui sul finire di febbraio con la mia recensione di Far Cry 4.
Jack il bello V0.5?
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Far Cry 4 è una fotocopia concettuale di Far Cry 3. La sostanza del gioco non cambia assolutamente: voi sarete una persona tutto sommato normale che verrà gettata in un vortice di morte guidato da persone di dubbia moralità e salute mentale.
Ma mentre Far Cry 3 ci metteva di fronte un nemico come Vaas e con lui passavamo degli incontri ad alta tensione davvero poco piacevoli, in questo nuovo capitolo, il cattivo Pagan Min opera come una sorta di Jack il Bello di Borderlands, ovvero si farà vedere due volte per sbaglio nell’intero gioco e per il resto del tempo vi telefonerà un paio di volte per raccontarvi cose un po’ random.
Sotto questo punto di vista, malgrado la grande eccentricità e l’aspetto formidabile, la presenza del nemico è sminuita di molto, soprattutto perché le chiamate sono molto blande, senza mai minacce o insulti, insomma non si pone mai come avversario nei vostri confronti, ma come un quasi amico.
Meglio invece lo svolgersi delle missioni principali, che vi vedranno aiutare il Sentiero D’oro, la fazione di ribelli che lotta contro il regime di Pagan per liberare il Kyrat, l’ambientazione in mezzo alle montagne hymalaiane del gioco. Questi ribelli hanno due leader, Amita, riformista, fredda e calcolatrice e Sabal, buonaccione con a cuore i suoi uomini e le antiche tradizioni del luogo. Ad ogni missione principale potrete scegliere chi appoggiare e vivrete missioni diverse. Questo cambierà lo stato finale del Kyrat, ma mai in un modo effettivamente tangibile se non come nota di background a fine gioco.
Ci sono parecchi personaggi secondari che vi daranno missioni varie, tutti particolarmente bizzarri, ma la corona la prende Longinus, un prete mercante d’armi con la passione smodata per dire frasi prese dai testi sacri cristiani, pari solo al suo amore per le armi.
Il vero punto debole del tutto però è il protagonista, Ajai Ghale. Rimane per tutta la durata del gioco una persona distaccata dagli eventi, senza un vero drive emotivo e risponde a tutte i dialoghi con un certo distacco. Questo crea una dissonanza con le emozioni che dovrebbero essere inserite nel giocatore, cioè quelle della follia distruttiva pure, così come era in Far Cry 3.
Per questo ho veramente dato pochissima attenzione a tutto ciò che ruotava intorno alla storia, preoccupandomi di più di fare missioni per sbloccare nuove abilità ed armi.
Sandbox Fun


Far Cry 4 è un gioco pieno di roba da fare e fortunatamente tutta divertente ed in grado di soddisfare i palati più variegati.
Il mondo di gioco è una mappa singola abbastanza grande, la cui estensione percepita è maggiore della reale per via dell’ambientazione. Non ci troviamo su isole tropicali, ma in mezzo alle montagne hymalaiane, quindi dislivelli di ogni tipo ci costringeranno a seguire strade tortuose per muoversi, spesso allungando di molto un percorso breve in linea d’aria, anche se esistono mezzi volanti come il monocottero e la bellissima tuta alare.
In piena tradizione Ubisoft, nella mappa ci sono delle grosse torri sulle quali arrampicarsi per poter sbloccare la mappa e scoprire tutte le attività entro un raggio dalla suddetta struttura. Alle torri radio si aggiungono gli avamposti nemici, delle basi più o meno grandi piene di nemici che possono essere liberate dal giocatore uccidendo tutti i presenti. Farlo permette di poter teletrasportarsi in questi luoghi e blocca un mercante d’armi e varie attività secondarie.
Nella liberazione degli avamposti il gameplay offre il suo meglio in quanto possiamo approcciare la situazione nel modo a noi più congeniale. Vecchio stile, con arco e frecce e coltelli da lancio dalla media distanza senza farci scoprire, oppure sfruttando pistole silenziate per un approccio sempre stealth ma molto più vicino ai nemici, oppure possiamo liberare la fauna locale, molto aggressiva per darci una mano o caricare con una mitragliatrice leggera aprendo il fuoco senza freni e falciando ogni cosa si muova.
Esistono inoltre le fortezze, che sono degli avamposti più grandi, con più gente e con sistemi di difesa migliori. Questi sono più ostici da catturare, ma avanzando nella storia è possibile indebolirne le difese esterne, così da renderli più approcciabili. L’elevato numero di soldati in queste strutture tende a favorire un approccio stealth, a meno di non giocare con un amico.
Perché Far Cry 4 permette a due giocatori di condividere l’esperienza di gioco sanbox. Questo aggiunge parecchio divertimento, ovviamente l’esperienza dipenderà molto con chi giocherete. Due giocatori con approccio simile di sicuro si troveranno in sintonia, ma due con comportamenti opposti, per esempio un arciere stealth affiancato da un Rambo scatenato pieno di esplosivi, sono sicuri di scontrarsi parecchio e ritrovarsi in situazioni non pianificate, cosa che a mio avviso genera un sacco di gustose risate. I progressi vengono salvati solo per l’host e le missioni della campagna sono offlimit, quindi bisogna regolarsi un po’.
Le attività secondarie sono abbastanza varie. Si passa da gare di corsa contro il tempo da punto A a punto B, da missioni di scorta a convogli, da uccisione di bersagli, a caccia di animali esotici da salvataggio di ostaggi a combattimenti in un’arena… insomma ce n’è per tutti i gusti.
L’aggiunta sostanziale rispetto al precedente capitolo sono gli eventi random sulla mappa, chiamati Eventi Karma. Questi vi vedranno uccidere un importante tenente dell’esercito nemico o salvare un ostaggio o fermare un messaggero e vi ricompenseranno con punti karma, un nuovo tipo di esperienza.
Infatti l’avanzamento del nostro protagonista è duplice: da un lato abbiamo il classico albero delle abilità presente da Far Cry 3. Ognuna di queste ha un costo ed ad ogni avanzamento di livello Ajai otterrà un punto da spendere. Il karma invece è un nuovo sistema di sblocco principalmente. Mano a mano che aumenterete di livello Karma, sbloccherete nuove abilità, nuove armi e nuovi potenziamenti per i miliziani del Sentiero D’Oro, che possono essere chiamati quando siete nella sandbox per darvi una mano.
Le bocche da fuoco sono varie e potrete portarne fino ad un massimo di quattro: un’arma da fianco e tre armi pesanti. L’arma da fianco sarà l’unica utilizzabile a bordo di veicoli e la presenza del lanciagranate M79 come arma da fianco, la rende una scelta obbligata per poter avere potenza di fuoco antiveicolo in formato pratico. Il resto è abbastanza equilibrato e c’è un senso di progressione, con alcune armi che si sbloccheranno mano a mano che si procederà nella trama.
La caccia rimane un elemento importante, visto che vi permetterà di recuperare pelli di animali per poter fabbricare nuove sacche per poter portare più munizioni, esplosivi ed armi. Solo che questa volta la fauna è quasi sempre letalissima e può arrivarvi dal nulla. Non so quanti appostamenti col cecchino sono stati rovinati perché un’aquila mi è piombata addosso dal nulla oppure perché un ghepardo, tigre, orso o rinoceronte mi si è presentato dietro senza fare rumore. Il consiglio è quello di avere sempre un fucile a pompa con se, che rimane l’arma migliore per togliersi di torno gli animali.
Le missioni principali a volte vi porteranno sulle vette delle montagne dell’Hymalaia, con un cambio di ambientazione non da poco ed avranno dei twist di gameplay unici, come la tormenta di neve che riduce la visibilità o sessioni prolungate di tuta alare. Per il resto, si tratta di missioni abbastanza variegate, che vi vedranno ingaggiati in varianti delle missioni secondarie, con l’aggiunta di un po’ di contesto narrativo. Servizievoli e di sicuro fanno un ottimo uso dell’ambientazione per distinguersi dal resto delle attività.
Tra l’altro, a me è capitata una cosa alquanto curiosa. Il gioco è stato bug free fino quasi alla fine, dove inspiegabilmente mi sono ritrovato ad avere coltelli da lancio infiniti e granate da 40mm infinite. Questo ha distrutto letteralmente la difficoltà del gioco in quando potevo abusare senza ritegno di due delle armi più potenti dell’intero gioco. Anche dopo riavvii vari il problema persisteva. Fortunatamente, arrivando tardi non mi ha distrutto l’intera esperienza ed onestamente, io sono un amante delle esplosioni, quindi avere granate infinito l’ho vista come una benedizione divina.
S-s-s-s-stuttering
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A volte gli eventi spontanei si accavallano. Qui sono impegnato in un evento Karma di uccisione mentre un camion merce si avvicina.

Graficamente il gioco si presenta bene. Nulla di trascendentale, ma su una macchina potente ci sono un po’ di chicche, tutte riservate ai possessori di schede Nvidia, come il pelo degni animali speciale, effetti migliori di ambient occlusion, i God Rays migliorati e filtri di AA migliori.
Ci sono solo due momenti particolari dove il gioco mostra i fianchi. Il primo è quando si guida in monocottero. L’effetto pop in dei dettagli che appaiono diventa davvero davvero marcato e rovina molto l’impatto grafico mentre si svolazza nei cieli. Su strada, andando molto più piano e vedendo meno cose, il pop-in è trascurabile.
Il secondo punto a sfavore è lo stuttering osceno del gioco. Un problema noto sin dalla sua uscita, dopo un po’ di patch ancora non è stato sistemato adeguatamente. Durante le sparatorie più concitate non vi sono grossi problemi, ma appena si inizia a viaggiare per il mondo di gioco ci saranno continui stutter senza il benché minimo motivo. Non distruggono l’esperienza, ma di sicuro minano la fluidità. Sulla mia configurazione anche durante gli stutter non si scendeva sotto i 35 frame, ma su PC meno potenti la questione potrebbe farsi ancora più fastidiosa.
Tirando le somme quindi, cosa andiamo a dire? Che Far Cry 4 è un bel gioco, piacevole ai sensi e che sa divertire, sia da solo che con gli amici, ottimo per i maniaci di sbloccare tutto e scovare tutto con i suoi segreti sparsi ovunque nella mappa di gioco, che ha una campagna in singolo solo sufficiente, ma che non uccide il resto.
Stay Classy, Internet

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