Metro Last Light Redux - recensione

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Piattaforme: PC(giocata)/Ps4/Xbox One Data di Uscita: 29 agosto 2014
Il seguito di Metro 2033, Last Light fu rilasciato il 14 maggio 2013. Segue il finale cattivo del primo gioco e continua la storia degli abitanti della metro, focalizzandosi un po’ di più sull’aspetto politico umano del mondo. L’impostazione fu molto diversa, con maggior focus spostato sull’azione invece che sulla sopravvivenza. Questo portò ad alienare un po’ alcuni fan del primo Metro, soprattutto per via della scelta di relegare alcune modalità storiche di gameplay a DLC.
Così, insieme alla versione 2033 Redux, 4A games rilasciarono anche una versione Redux di Last Light, andando ad affinare il gameplay ed armonizzarlo con Metro 2033.
Politicando
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Metro 2033 aveva due finali. Uno “buono” ed uno “cattivo”. Last Light segue quello cattivo. Artyom è riuscito nel suo intento di sterminare i nuovi uomini, i Tetri, e si è unito ai Ranger che ora sono stazionati nella base militare D6.
Il mondo della metro sta per essere sconvolto da questa scoperta, con l’Impero e i Rossi (praticamente nazisti e comunisti) che vogliono ottenere il D6 per loro, prenderne le risorse ed usarle per distruggere i loro avversari ed arrivare al potere. Tutto questo si accavalla con la quest personale di Artyom, che dopo aver scoperto che un Tetro è ancora vivo, deve porre fine definitivamente alla sua razza, ma è colpito da dubbi e cerca la redenzione per le sue azioni passate.La storia è fortemente lineare, esattamente come il primo Metro e sarà portata avanti dalle narrazioni fra i capitoli di Artyom e dagli NPC durante le missioni. Tutti i personaggi sono interessanti e sapranno farsi amare ed odiare, con un paio di colpi di scena un po’ scontati forse, ma ben eseguiti.
L’elemento che però la fa da padrone è l’ambiente circostante. I dialoghi tra gli NPC sono come sempre magistrali, di grande naturalezza e sono i veri espositori del mondo. La cura nel dettaglio di ogni singola zona è apparente ed è usata per arricchire l’esperienza del giocatore e per rendere il mondo più vivo che mai. Questo insieme di narrazione lineare ed assorbimento del mondo circostante portano ad avere un’esperienza molto equilibrata che vi terrà piacevolmente impegnati per una decina di ore.

Spartan o Ranger?
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Come accennavo in fase di apertura, Last Light fu criticato per aver preso una deriva più action rispetto al suo predecessore. Se da un lato ha senso da un punto di vista narrativo, ora Artyom fa parte dei Ranger, organizzazione paramilitare ben allenata ed equipaggiata, dall’altro andava a togliere al lato di mondo post apocalittico, con munizioni più abbondanti del solito e molte più situazioni dove bisogna aprirsi la strada a suon di pallottole.
Ora questo problema è stato mitigato in parte dall’armonizzazione delle meccaniche tra i due giochi. Fin da subito si può selezionare la modalità generale di gameplay tra Spartan e Ranger, esattamente come in Metro 2033, con la prima che permette l’uso di 3 armi e dove le munizioni abbondano, mentre la Ranger ripropone lo stile di Metro 2033, con solo 2 armi usabili e risorse scarse. Poi si seleziona la difficoltà, tra normale, difficile, ranger normale e ranger difficile, con le modalità ranger che disabilitano l’HUD per un’immersione migliore.
Mi era già capitato di giocare a Metro Last Light liscio ed effettivamente l’esperienza era diversa da quella del primo capitolo. Giocare il gioco in modalità Ranger però gli dona un nuovo fascino, con gli scontri a fuoco molto più precari e letali, con le scene d’azione più cariche di adrenalina e dove lo stealth diventa un’opzione gradita e preferita. Le bocche da fuoco rimangono sempre tanto e sono largamente personalizzabili, andando a coprire ogni tipo di giocatore. La pistola semi automatica è forse quella meglio uscita. Può diventare una mitraglietta oppure un fucile per distanze medie con i giusti potenziamenti. Il feeling per ogni arma è ottimo e come sempre sono i dettagli che colpiscono. Le animazioni di ricarica di alcune armi sono bellissime e dettagliate, e quasi tutte le armi hanno un qualche tipo di sistema diegetico per comunicare il loro numero di colpi in game. I caricatori dei fucili d’assalto sono trasparenti per esempio, permettendovi di controllare il numero di colpi al volo se si gioca con interfaccia di sabilitata (e credetemi è molto meglio averla disabilitata).
Alcune sezioni che affrontai “gun blazing” nel Metro Liscio, questa volta sono state affrontate con un approccio molto più stealth, con maggior attenzione. Questo ha reso il gioco più appagante personalmente e le maggior opzioni lo rendono molto più flessibile. L’IA umana o dei mostri non è il massimo purtroppo, principalmente per gli ambienti estremamente ristretti dove spesso ci si ritrova a combattere. Solo in alcuni rari casi c’è la possibilità di essere fiancheggiati ed assistere a tattiche nemiche un minimo complesse.
Il gioco rimane estremamente su binari, con una progressione molto chiara e veloce. Questo permette la creazione di molti set pieces e i momenti esplorativi sono perlopiù relagati agli hub cittadini, utili per fare rifornimento, potenziare le proprie armi e per scoprire dettagli sulla vita nella metro. I livelli nascondono comunque dei taccuini da ritrovare che formano un diario completo del viaggio di Artyom, con molte considerazioni personali sugli eventi e personaggi e rappresentano una buona ricompensa per esplorare a fondo ogni livello.
La varietà di cose da fare è elevata. Il gameplay base rimane lo stesso, ma il gioco ha un ritmo estremamente buono che intervalla sapientemente sparatorie su binari, sezioni di sopravvivenza in zone radioattive, sparatorie contro umani, sezioni stealth, riposo in hub e momenti setpiece in modo da non stancare mai e mantiene l’attenzione alta dall’inizio alla fine. Come esperienza in prima persona a giocatore singolo è una delle migliori alle quali abbia mai giocato a mio avviso. La versione Redux ha anche molti DLC inclusi. Tra questi ci sono molti pacchetti missioni, che vi metteranno nei panni di diversi personaggi della storia o di perfetti sconosciuti. Sono molti brevi ma alcuni di questi offrono degli spunti di gameplay unici anche se non sempre riusciti. Una di queste aggiunte vi mette nei panni di un soldato dell’impero con minigun intento a sventagliare orde di nemici… la difficoltà di questo livello è assurda, anche al livello più facile e stanca prestissimo, fortunatamente è anche breve. Altri invece sono più riusciti, come una missione più sandbox che vi chiede di trovare delle risorse in un’area liberamente esplorabile e di riportarle alla metro. La loro presenza è comunque un gradito extra che da valore all’offerta del pacchetto redux.
Same old, same old.
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Da un punto di vista audiovisivo Last Light già girava su una versione migliorata del motore del primo Metro e pertanto non è stato toccato nello stesso modo. Performance migliori con gli effetti PhysX attivi sono forse il miglioramento più evidente, per il resto ci ritroviamo con una versione solo leggermente migliorata qua e là dove serviva in modo non troppo evidente. Non che ce ne fosse bisogno, Metro Last Light è sempre stato visivamente molto appagante, specie nella gestione di luci ed ombre. In questo caso la versione Redux di Metro Last Light non ha molto senso, in quanto i ritocchi ci sono principalmente sul lato gameplay, implementabili anche via patch onestamente, ma preso come insieme nel pacchetto Metro Redux che include il 2033 e Last Light, ha comunque un valore immenso.
Una fantastica avventura in singolo impreziosito ora da una continuità di feeling con il suo predecessore, uno dei migliori FPS in prima persona della scorsa generazione riportato a quella attuale per la gioia di tutti. Io non me lo farei sfuggire.
Stay Classy, Internet

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