Mercenari 3 - Recensione

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Siccome non c’è due senza tre, Sylvester Stallone ritorna in scena con il terzo capitolo degli amati Mercenari.
In quest’ultimo film ci sono stati alcuni cambiamenti di cast, con l’aggiunta di Wesley Snipes e Antonio Banderas al gruppo di mercenari, Harrison Ford che sostituisce Bruce Willis dei film precedenti, con Mel Gibson come il cattivo di turno e con l’aggiunta di un gruppo di giovincelli lottatori a fare le veci di un gruppo di mercenari giocane.
Una Storia che c’è, stranamente
La storia di Mercenari 3 sembra la trama che avrebbe dovuto avere il primo film. Un intreccio narrativo esterno ai nostri eroi che si incastra con passato di alcuni di loro e gli eventi scuotono a livello personale il leader carismatico Stallone. Il tutto condito con un cattivo che spruzza carisma da tutti i pori. Nulla di eclatante o estremamente nuovo, ma aiuta a tenere leggermente più coeso il film che non sembra più un’accozzaglia di cose random come i primi due.
Le vicende si aprono con una scena d’azione che vede il nostro gruppo di mercenari fare un assalto ad un treno corazzato per salvare dalla prigionia Wesley Snipes, “Il Dottore”, membro dei Mercenari che a quanto pare era andato perso per strada tempo addietro. Successivamente si va dal vero bersaglio: un trafficante di armi, che guarda caso è proprio Mel Gibson. La sua presenza scuote fortemente Stallone, in quanto tra i due c’è un passato comune che li ha portati su strade ideologiche opposte. Il team di Stallone rimane ferito dopo questa operazione e Sly decide di cambiare musica e di formare un nuovo team. Poi anche il nuovo team fa cilecca e quindi nel gran finale abbiamo tutti quanti a sparare e picchiare per 20 minuti buoni contro un intero esercito. E poi tutti a casa felici e contenti.
Finalmente un film d’azione che non ha una trama blanda come il primo oppure che non sia un cliché storm come il secondo. Mai pesante ma mai leggero e troppo sconclusionato. Fila via come l’acqua durante una doccia. E Mel Gibson è pur sempre Mel Gibson.
Il Vecchio ed il Nuovo
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Il film ha due anime ben distinte per via dei due gruppi di mercenari. L’intera parte centrale del film viene spesa a guardare Stallone che va a reclutare tutti i nuovi membri con musichette varie di sottofondo e costatare che ognuno di essi non ha un briciolo di carisma. Non ho ancora capito se è stato fatto apposta per far risaltare la vecchia guardia oppure per mettere a confronto i cliché dei film di azione moderni con quelli del passato, ma fatto sta che i nuovi arrivati sono abbastanza anonimi. Abbiamo due lottatori della UFC con Victor Ortiz e Ronda Rousey e due attori bellocci con Kellan Lutz e Glen Powell. Se almeno Ronda nelle scene d’azione ci da dentro alla grande e Victor non se la cava malaccio neanche lui, gli altri due non sono di grande contributo neanche in quelle scene.
Tra i nuovi mercenari ma di vecchio stampo abbiamo Banderas che ruba totalmente la scena. Il suo personaggio di Galgo è casinaro, chiacchierone, fastidioso, squilibrato al punto giusto e la performance di Banderas è perfetta e le sue scene d’azione sono forse tra le più divertenti da vedere per via delle sue movenze.
Al termine del film non vi rimarrà nulla impresso nel cervello dei nuovi arrivati, ma rimarrete a ripensare a Schwarzenegger che urla “get to da choppa!” ancora una volta.
Ma l’azione?
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Il problemino che si potrebbe notare in questo film d’azione è la mancanza d’azione paradossalmente. Le scene clou sono tutte concentrate all’inizio ed alla fine, con in mezzo un piccolo sprazzo di azione leggera senza troppe vaccate atomiche (ancora una volta, forse a parodia di generi più moderni e puliti).
La scena iniziale è abbastanza normale ed ordinaria. Quella finale vede i mercenari contro un intero esercito, con tanto di carri ed elicotteri da guerra. In questa orgia atomica finale avremo tutti gli attori famosi per il corpo a corpo picchiare, quelli famosi per sparare spareranno valanghe di colpi e quelli misti andranno a fare quello che serve. Nella maggior parte della sezione la regia è ottima e chiara e l’azione è un piacere da seguire. Purtroppo ci sono anche effetti green screen e CGI dozzinalissimi che rovinano un po’ la resa di alcune scene.
Il risultato di tutto questo? Un film leggero, con un rallentamento consistente del ritmo nella parte centrale che potrebbe farvi desistere, ma che premia con battute di dialoghi più che discrete ed una bella battaglia finale. Un po’ più di azione sparsa qua e là non avrebbe guastato o semplicemente tagliare il centro del film. Comunque un netto miglioramento rispetto ai primi due e largamente consigliabile da vedere nel tempo libero.
Stay Classy, Internet

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