E.Y.E. Divine Cybermancy - Recensione


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Piattaforma: PC Data di uscita: 29 luglio 2011

E.Y.E. è un gioco misto FPS e gioco di ruolo, creato nel source engine realizzato dallo Streum on Studio, un gruppo di sviluppatori francesi che ha esordito proprio con questo titolo.
È uno di quei videogame che quando ci giochi… ti fa sentire strano. E crea due reazioni. L’abbandono totale oppure il coinvolgimento totale per la sua grande stranezza. Nel mio caso è stata la seconda. Ma andiamo con ordine.
Cosa diavolo succede?
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Dei mostri infuocati, una donna con un uzi. Cosa sta succedendo? BOH.

L’ambientazione, lo stile ed un po’ tutto, emana fortissimi vibe di warhammer 40k e di altra roba messa dentro a caso.
Siamo nel lontano futuro, con l’umanità che ha colonizzato la galassia ed è controllata dalla Federazione, un’unione di più corporazioni. Purtroppo, una strana minaccia sta distruggendo tutto e tutti: le forze meta-streuomoniche, dotate di poteri psionici e di fattezza demoniaca… si insomma, è il chaos di warhammer.
Voi siete un membro dell’E.Y.E. associazione di monaci guerrieri con impianti cybernetici ed addestrati per combattere ogni genere di cosa, controllata dalla megacorporazione Secreta Secretorum. Insomma, siete degli Space Marines, sempre di warhammer 40k. Vi ritroverete imbrigliati in un casino politico fatto di colpi di stato e lotta interna tra le due correnti di pensiero all’interno dell’E.Y.E., con lo sfondo della guerra ai demoni.
Il gioco presenta delle scelte, sia palesi che non, in stile deus ex, che influenzeranno le vostre alleanze, come si svolgeranno alcune missioni ed il finale.
Detta così non sembrerebbe troppo male… il problema è come la storia è presentata al giocatore. Il vostro protagonista soffre di amnesia e molte cose che vi verranno dette, nei dialoghi o in libri, terminali e quant’altro sparsi nel gioco saranno contraddittorie e non dipingeranno mai il quadro completo.
Inoltre non si ha mai la sensazione di essere davvero in una realtà, con ogni morte sul campo di battaglia del protagonista che ci rimanda in una sorta di limbo, dove il nostro maestro di dice che quella morte non era vera, era simulata ed ora possiamo affrontare meglio la missione….
Solo finendo il gioco ben 4 volte, ottenendo i 3 finali diversi le prime volte, si sblocca un vero finale che è un MIND FUCK bello e buono. Ad ogni nuova giocata si guardano gli eventi sotto una nuova prospettiva e si cerca di ricostruire la storia nel modo giusto.
Fatto sta, non dirò lo spoiler in fase di recensione, ma è qualcosa che ha lasciato il cervello mio e di un mio amico che mi ha accompagnato nell’avventura abbastanza provati dall’esperienza, in un modo non dissimile da un Evangelion. E non è un paragone che uso spesso.
Come diavolo si gioca?
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I negozi hanno un’interfaccia terrificante, ma possono offrire armi ed oggetti molto utili. A prezzi folli.

Il gioco è anche estremamente criptico per quanto riguarda il gameplay e si basa molto sulla sperimentazione, in modo non dissimile dal primo Deus Ex.
Creerete il vostro personaggio mescolando dei tipi di DNA diverso, che influenzeranno statistiche sconosciute…. ed infatti molto probabilmente il vostro primo personaggio non avrà né capo né coda. Poi imparerete che il gioco è molto simile ad un GDR per struttura e composizione del personaggio, con determinate statistiche che sono meglio adatte alla creazione di certi tipi di personaggi. L’equipaggiamento messo a disposizione del giocatore non è molto vario ma è caratteristico e porta alla creazione di hacker, assassini invisibili, maghi, cecchini, pistoleri akimbo, tank e quant’altro.
Un altro paio di elementi molto, molto importanti che dal gioco vengono a malapena accennati sono le ricerche e le penalità di morte. Le ricerche sono molto simili al sistema presente in un Xcom. Si pagano degli scienziati per scoprire nuove tecnologie che conferiranno bonus passivi o nuovi equipaggiamenti al vostro personaggio. Esiste un albero di ricerca ed alcune sono possibili solo recuperando determinati oggetti in alcune missioni. Se seguite e non ignorate arriveranno a rendere il vostro personaggio molto più forte ed efficiente, anche arrivando a donargli immunità a certi status alterati.
Le penalità di morte invece sono dei malus permanenti che accadono ogni volta che il vostro personaggio muore irrimediabilmente. Alla vostra rinascita avrete un malus alle vostre caratteristiche. Se si continua a morire si finirà con un personaggio inutilizzabile per via delle penalità accumulate. Fortunatamente si dispone di un numero limitato di cariche di resurrezione cybernetica, che vi riporteranno in vita evitando le penalità, ma una volta finite queste dovrete essere molto attenti.
Il gioco si divide in due fasi distinte: la fase di dialogo, accettazione missioni e compravendita di equipaggiamento al vostro Tempio, base operativa dell’E.Y.E. e la fase di missione, dove entrerete in livelli abbastanza grandi e liberamente girabili, con una missione mai specificata nei dettagli minimi, che quindi vi lascerà vagare in esplorazione per capire cosa fare e come farlo. A volte mi sono ritrovato a devastare completamente ogni essere vivente in certi livelli, altri invece totalmente vuoti nascondevano passaggi e segreti in posti impensabili. Ci sono anche quest secondarie, tute da scoprire parlando con ogni personaggio non ostile.
Questo stato di confusione è onestamente troppo esagerato, è Deus Ex all’ennesima potenza anche se la grande varietà di abilità permette un livello di sperimentazione  abbastanza elevato e completerete alcuni obiettivi in modi che non vi aspetterete. Potrete usare ogni tattica che volete, ogni approccio è possibile e questo differenzierà molto l’esperienza del gioco in base al tipo di gioco preferito. Stealth? Assalto puro? Hacker? Il gioco offer davvero molte possibilità.
Questo è anche collegato con la fase di preparazione alla missione. sceglierete il vostro equipaggiamento all’inizio, incluse quante munizioni portare e non sempre avrete occasione di recuperare e dovrete arrangiarvi. In una missione eravamo sotto costante assalto da forze metra-streumoniche che più che metterci in difficoltà per i loro attacchi, ci stavano mettendo in crisi per il loro numero. I proiettili non bastavano mai. Per fortuna le spade sono sempre a propria disposizione e si rivelano delle fidate alleate. La salute del protagonista inoltre non si rigenera ed i nemici non lasciano cadere oggetti di recupero, avrete a disposizione un medikit che si ricarica nel tempo quando equipaggiato quindi la propria sopravvivenza è un qualcosa del quale ci si deve preoccupare e non poco.
Come avete potuto notare, spesso ho parlato al plurale quando mi riferivo a quello che facevo nel gioco. Questo perché l’intera campagna è affrontabile in cooperativa fino a 32 giocatori, anche se la campagna non è assolutamente pensata per reggere un numero così alto di giocatori ed il numero consigliato è infatti due, come è stata affrontata da me, ma il gioco ne regge fino a 4 senza esplodere a livello di bilanciamento e confusione.
In più giocatori si riesce a coprire ogni debolezza del team e si ha sempre un modo per superare ogni tipo di ostacolo. Unico vero problema è derivato dai dialoghi. Questi appaiono solo per il giocatore che inizia il dialogo e l’altro rimane senza. Quindi a turno leggevamo i dialoghi ad alta voce via chat all’altro. Terrificante.
Due parti del gameplay sono particolarmente intriganti: l’hacking ed i poteri psionici. L’hacking funziona come una battaglia di Final Fantasy, con tanto di ATB. Potrete hackerare un numero diverso di oggetti. Da torrette a droni, a nemici per metterli uno contro l’altro fino a terminali e porte. Però è sempre a doppia via. È capitato un paio di volte, mentre si hackerava una porta che quest’ultima vincesse e mandasse in tilt uno di noi, con allucinazioni che rendevano per minuti il personaggio inutilizzabile.
Anche le magie psioniche, per quanto non numerose, sono pericolosissime sia per i nemici che per il giocatore, in quanto c’è una certa % che la magia esploda in faccia al caster, mandandolo in panico, dandogli allucinazioni e cose del genere, mandando in crisi il giocatore.
Questo è un aspetto che mi è piaciuto molto in quanto lega molto il giocatore al proprio personaggio unendoli nel momento di panico.
Il gioco ha anche modalità PvP, Squadra Vs Squadra e missioni co-op apposite, queste gestibili anche in 8 giocatori ed il proprio personaggio della campagna può essere usato in ogni modalità.
OMFG
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Ci sono anche dialoghi con risposte multiple.

Insomma, ci troviamo di fronte ad un esperimento folle, troppo folle.
La moneta di gioco, usata nei vari negozi e per le ricerche, si chiama Brouzouf. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Graficamente usa il source di half life 2, quindi è molto grezzo, ma l’estetica colpisce in pieno, con uno stile pasticcioso di tante altre opere ma che in un certo modo riesce ad essere una bestia a parte.
Se volete farvi un viaggione da soli o con un amico o amici, questo gioco vi offrirà un gameplay abbastanza buono ed un’atmosfera che vi terrà la mente accesa per il quantitativo di WTF che vi manderà contro.
Stay Classy, Internet

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